TFA e INDIRE: il TAR conferma l’equiparazione del punteggio nelle GPS
Il TAR Lazio ha ritenuto legittimo attribuire lo stesso valore nelle GPS ai titoli di specializzazione conseguiti tramite TFA e percorsi straordinari INDIRE, anche se i percorsi hanno durata e struttura differenti.
Equiparazione Gps TFA e INDIRE, il TAR: non basta dire che INDIRE ha meno CFU o meno tirocinio per dimostrare che il titolo debba valere meno
da miuristruzione
Nuova sconfitta in tribunale per quanti, da quando sono stati varati i Corsi Indire per la specializzazione sul sostegno abbreviato, ritengono sia ingiusto equipararli dal punto di vista del punteggio al Tfa. Secondo il TAR Lazio, non è illegittimo attribuire nelle GPS lo stesso valore al titolo di specializzazione sul sostegno ottenuto tramite TFA e a quello conseguito attraverso i percorsi straordinari INDIRE, anche se i due percorsi hanno durata e struttura differenti.
La protesta dei docenti specializzati con TFA nasca dal ritenere il proprio percorso universitario più lungo, da 60 CFU, con selezione all’ingresso, tirocinio e un impegno formativo maggiore. Di qui, il ritenersi vittime di ingiustizia nel momento in cui chi consegue la specializzazione attraverso un percorso INDIRE più breve ottiene lo stesso titolo utile per le GPS e lo stesso punteggio.
Il TAR ha però respinto questa impostazione.
I due percorsi possono essere equiparati
Il giudice non ha affermato che TFA e INDIRE siano identici come percorso formativo, anzi ammette che ci sono differenze. Ma si tratta di differenze giustificate perché i percorsi INDIRE sono stati creati come misura straordinaria e transitoria, destinata a persone che si trovano già in una situazione particolare.
E’ il caso dei docenti che hanno già maturato almeno tre anni di servizio sul sostegno. Un’esperienza professionale già acquisita che può giustificare un percorso diverso e più breve rispetto al normale TFA.

Per questo il TAR scrive sostanzialmente che una minore durata del corso INDIRE non significa automaticamente una formazione di qualità inferiore.
Il passaggio più importante
Il Tar spiega che
«La minore durata e le differenze didattiche e regolamentari […] non costituiscono l’indice di una minore qualità della formazione».
Significa che non basta dire che INDIRE ha meno CFU o meno tirocinio per dimostrare che il titolo debba valere meno nelle graduatorie.
Il legislatore poteva quindi, secondo il TAR, stabilire un percorso diverso tenendo conto dell’esperienza o della situazione precedente dei partecipanti.
Cosa cambia nelle GPS?
Per il momento nulla. Rimane valida l’impostazione prevista per le GPS 2026-2028: il titolo di specializzazione sul sostegno conseguito attraverso questi percorsi INDIRE viene considerato titolo di specializzazione valido, al pari del TFA ai fini dell’inserimento nella relativa fascia.
E soprattutto rimane il punto che aveva provocato molte proteste:
sia il titolo TFA sia quello INDIRE ricevono 12 punti come titolo di accesso/specializzazione secondo la disciplina richiamata nell’articolo.
Quindi un docente TFA non riceve automaticamente un punteggio maggiore semplicemente perché il suo percorso era da 60 CFU invece che da 40.
Cosa NON ha detto il TAR
La sentenza non dice:
«TFA e INDIRE sono esattamente la stessa cosa».
Dice qualcosa di più circoscritto:
è legittimo che il legislatore attribuisca loro lo stesso effetto giuridico ai fini della specializzazione e delle graduatorie, perché i percorsi INDIRE rispondono a una situazione eccezionale e riguardano soggetti con caratteristiche diverse rispetto a chi entra nel percorso ordinario TFA.
I ricorrenti chiedevano che il maggiore impegno formativo del TFA producesse anche un diverso riconoscimento nelle GPS, MA il TAR ha stabilito che il Ministero non era obbligato a creare questa differenza.
E’ questa la parte della sentenza che probabilmente avrà più conseguenze: rende molto più difficile contestare l’equiparazione TFA-INDIRE soltanto sulla base del diverso numero di CFU, del tirocinio o della selezione iniziale.



