Scuole aperte dal 31 agosto in Emilia-Romagna: oltre 8.000 famiglie coinvolte
La Tecnica della Scuola pubblica oggi un approfondimento sulla sperimentazione “Scuole Aperte” in Emilia-Romagna.
Dal 31 agosto oltre 8.000 alunni e alunne parteciperanno alla sperimentazione regionale, pensata per offrire attività educative e di socialità prima dell’avvio ordinario dell’anno scolastico.
👉 La Tecnica della Scuola – Scuole aperte dal 31 agosto
Oltre 8.000 alunni e alunne dal 31 agosto parteciperanno alla sperimentazione “Scuole Aperte” pensata e finanziata dalla regione Emilia-Romagna per offrire un servizio educativo e di conciliazione per le famiglie prima dell’inizio ufficiale delle lezioni (fissato al 15 settembre).
Come funziona la sperimentazione
Non si tratta di attività didattiche in senso stretto ma di attività sportive, ricreative, educative. La risposta delle famiglie è stata significativa: le iscrizioni sono oltre 8.000 e riguardano tutti i 42 Comuni delle Atuss, ovvero Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile. Sono coinvolti tutti i 9 capoluoghi di provincia (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì e Cesena, Ravenna, Rimini) 33 altri comuni e 150 istituti scolastici.
La sperimentazione è stata finanziata dalla Regione (con fondi del proprio bilancio e fondi europei) con uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro. Diverse scuole apriranno le proprie porte anche ad alunne e alunni provenienti da altri istituti che non partecipano direttamente al progetto, ampliando così l’offerta educativa sul territorio. La partecipazione è volontaria e le famiglie hanno potuto scegliere di iscrivere i propri figli a una sola settimana oppure a entrambe.
L’organizzazione è curata dai singoli Comuni, in collaborazione con enti e associazioni dei territori, a curare l’organizzazione delle iniziative, definendo le modalità in collaborazione con gli istituti scolastici aderenti.
Ad esempio a Parma….
A Parma hanno aderito 650 bambini e bambine, distribuiti in 25 opportunità laboratoriali. Un dato tutt’altro che scontato per il primo anno di una sperimentazione, soprattutto considerando che le iscrizioni sono state aperte soltanto alla fine di luglio, nel pieno dell’estate.
Le attività saranno gratuite e si svolgeranno al mattino, indicativamente dalle 8.30 alle 12.30. Sono rivolte prioritariamente agli alunni che frequenteranno dalla seconda alla quinta classe della primaria. Undici le istituzioni scolastiche che hanno aderito in collaborazione con il Settore servizi educativi del Comune. Ogni scuola ha costruito una propria proposta. I contenuti, infatti, varieranno: ci sarà chi punterà maggiormente sulla creatività, chi sul movimento e lo sport, chi sulla socializzazione, chi sulle attività culturali o sul sostegno nei compiti estivi.
Nessuna «didattica anticipata», dunque, ma due settimane pensate per offrire ai bambini occasioni di incontro e alle famiglie una risposta concreta in un periodo dell’anno che, spesso, diventa complicato da gestire. «Circa 630 bambini rappresentano un buon numero e indicano l’esistenza di un bisogno specifico», sottolinea l’assessora ai servizi educativi Caterina Bonetti sentita dalla Gazzetta di Parma. Un bisogno che riguarda soprattutto la conciliazione tra lavoro e vita familiare, ma anche il rischio di isolamento durante i lunghi mesi estivi.
Ed è proprio questa la filosofia della sperimentazione: tenere aperti gli spazi scolastici senza trasformarli, per queste due settimane, nelle aule dell’anno che sta per cominciare. Offrire invece luoghi in cui incontrarsi, giocare, sperimentare, muoversi e creare. Il 31 agosto, insomma, le scuole apriranno le porte. Ma la scuola, quella delle lezioni e dei programmi, non sarà ancora cominciata. Per due settimane quelle aule avranno un altro compito: accogliere i bambini e dare una mano alle loro famiglie, accompagnandoli con leggerezza verso la prima vera campanella.
Un caso unico a livello nazionale che, una volta valutati gli esiti, potrà essere riproposto ed ampliato negli anni successivi.




