Rientro in classe a settembre, il professor Bassetti ha parlato di scuola e delle recenti misure adottate dal governo.

Rientro a scuola a settembre, mentre il Ministero dell’Istruzione sta lavorando per assicurare (o almeno tentare di farlo…) un avvio di anno scolastico in presenza e in sicurezza per tutti gli studenti, non mancano le polemiche e le critiche riguardanti il Protocollo Sicurezza, varato nei giorni scorsi.

Ne ha parlato anche il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in occasione di un’intervista rilasciata a ‘Repubblica’.

Rientro in classe, Bassetti senza freni: ‘Sarà un gran casino’

“Il 15 settembre sarà un gran casino – ha affermato senza mezzi termini il noto infettivologo – Noi andiamo ad affrontare la riapertura della scuola con condizioni peggiori di quelle del 2020, con una circolazione del virus che è molto maggiore a causa della variante Delta.

Siamo di fronte a una malattia diversa – ha sottolineato Bassetti – e non possiamo pensare di affrontare la pandemia da Covid con gli strumenti del primo virus. Oggi non si è più, dal punto di vista della contagiosità, di fronte a una malattia tipo influenza ma tipo varicella o morbillo”.

Riapertura scuole, Bassetti: ‘C’è stata una responsabilità della politica’

Il professor Bassetti ritiene che il distanziamento dei banchi e le finestre aperte non siano assolutamente sufficienti: “Ci vorrebbero degli strumenti di movimentazione dell’aria. Se almeno avessimo messo nelle scuole un condizionatore in ogni classe, già avrebbe fatto molto di più rispetto a dire ‘teniamo le finestre aperte anche d’inverno che mi pare siano misure non degne di un Paese evoluto.

C’è stata una responsabilità della politica anche per quanto riguarda la vaccinazione degli adolescenti che ha influenzato moltissimo negativamente, con un atteggiamento per altro incomprensibile.’ Il celebre infettivologo prevede che, tra quindici giorni, gli stessi politici che hanno detto di non vaccinare i ragazzini saranno quelli che si lamenteranno dicendo che non è possibile che si vada a fare la scuola in Dad. ‘Ma la domanda da fare a questi signori è cosa volevano in un anno e mezzo di pandemia per tornare a scuola in sicurezza”?

Bassetti: ‘Sulle vaccinazioni c’è un problema culturale’

Secondo il direttore della clinica di Malattie infettive del ‘San Martino’ di Genova è impensabile riuscire a vaccinare quasi un milione di mezzo di under 18 che non sono ancora vaccinati, prima che inizi la scuola.

“Possiamo provare a fare il massimo possibile – dice Bassetti – ma ci sono regioni molto indietro e altre più avanti. Purtroppo c’è un problema culturale: se non si vaccina il genitore finisce per non vaccinarsi il ragazzo e questa è una situazione molto preoccupante e molto brutta, perché secondo me ci sarebbero dei ragazzi che vorrebbero vaccinarsi e trovano genitori culturalmente negativi o contrari al vaccino e questo sicuramente non aiuta”.

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