INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LE NUOVE REGOLE DEL 2026 PER POLIZIA, SCUOLA, LAVORO E RESPONSABILITÀ CIVILE
Le nuove regole si pongono l’obiettivo di rispondere ai rischi e alle opportunità dell’IA in modo trasparente, garantendo il primato della persona anche nell’utilizzo diffuso dei sistemi automatizzati. La strategia italiana valorizza le migliori pratiche europee, adattandole a esigenze sociali, produttive e di sicurezza nazionali.
Principi fondamentali e quadro normativo: centralità della persona e responsabilità umana
Il pilastro della riforma risiede nel rinnovato principio della centralità della persona: tutti i sistemi di intelligenza artificiale adottati in Italia devono rispettare la dignità e i diritti fondamentali degli individui.
Il legislatore ha previsto che l’IA operi sempre come supporto all’uomo, anche nelle situazioni più complesse, escludendo ogni automatismo decisionale privo di supervisione. L’impianto regolatorio si fonda su criteri quali:
- Centralità umana e responsabilità finale delle decisioni a carico delle persone fisiche;
- Prevenzione dei rischi e trasparenza nell’adozione e nell’impiego dei sistemi digitali;
- Spiegabilità degli algoritmi per promuovere la conoscibilità e la responsabilità consapevole;
- Protezione dei dati personali, sicurezza informatica e tracciabilità nelle procedure automatizzate;
- Supervisione e controllo umano sistematico per garantire sorveglianza durante l’intero ciclo di vita dell’IA.
In base alla legge 132/2025 e ai nuovi decreti attuativi, l’applicazione di sistemi automatizzati deve essere conforme alle raccomandazioni del regolamento UE e rafforzata da tutele specifiche per le situazioni di rischio elevato. L’impiego dell’IA non può mai comportare una riduzione delle garanzie giuridiche per i cittadini o una limitazione dell’autonomia personale e professionale degli operatori.

Regole sull’uso dell’IA nella pubblica amministrazione, scuola e formazione
L’inserimento dell’intelligenza artificiale all’interno del settore pubblico e dell’istruzione avviene secondo rigidi criteri di trasparenza e sicurezza. Nei processi amministrativi, l’innovazione punta a semplificare le pratiche e incrementare l’efficienza, ma il controllo umano rimane sempre determinante.
In ambito scolastico, il percorso normativo prevede:
- Aggiornamento dei programmi educativi con materie legate all’IA e rafforzamento delle competenze STEAM;
- Formazione permanente per i docenti sull’uso responsabile delle tecnologie digitali e prevenzione delle dipendenze digitali;
- Supervisione diretta dei dirigenti scolastici in materia di autorizzazione e vigilanza sugli strumenti adottati;
- Approccio etico e trasparente all’utilizzo dell’IA nei processi amministrativi e decisionali;
- Stanziamenti economici per la sicurezza digitale e campagne contro i rischi da utilizzo improprio delle tecnologie da parte dei minori.
Nella pubblica amministrazione, sono introdotti piani di alfabetizzazione e riqualificazione digitale per i dipendenti, con attenzione particolare alla trasparenza nei procedimenti automatizzati. La responsabilità degli atti resta in capo ai funzionari, protetta da meccanismi di tracciamento delle decisioni.
Intelligenza Artificiale e lavoro: tutele, diritti e obblighi per imprese e lavoratori
L’impatto delle nuove tecnologie digitali nel settore lavorativo trova risposta in misure innovative in linea con gli standard europei. Tra le disposizioni di maggior rilievo introdotte dal DM 180/2025, si evidenziano:
- Tutela del lavoratore dalla automazione eccessiva: ogni decisione relativa a sanzioni disciplinari, modifiche contrattuali o cessazioni non può essere assunta senza l’intervento di una persona fisica;
- Obbligo per i datori di lavoro di informare sul ruolo dell’IAnell’organizzazione aziendale, assicurando che i lavoratori comprendano il funzionamento e gli impatti delle tecnologie adottate;
- Divieto di azioni penalizzanti, licenziamenti o promozioni decise solo da algoritmi;
- Protezione della privacy e rispetto della dignità nelle valutazioni e nelle attività gestite da sistemi intelligenti;
- Mappatura dei rischi associati ai sistemi automatizzati e attuazione di audit periodici;
- Istituzione di un Osservatorio nazionale per monitorare gli effetti dell’innovazione e individuare le criticità emergenti;
- Formazione continua dei dipendenti e programmi specifici contro l’esclusione e il disagio legato all’automazione.
L’obbligo di supervisione umana nei processi di selezione, valutazione delle prestazioni e gestione delle carriere assicura maggiore equità e trasparenza. Il diritto a non essere soggetto a decisioni esclusivamente automatizzate, sancito dal regolamento UE e recepito nella normativa italiana, mira a tutelare la salute, la sicurezza psicologica e la stabilità lavorativa.
Le imprese sono responsabili della corretta gestione dei dati dei dipendenti, della trasparenza nell’utilizzo degli strumenti digitali e della creazione di un ambiente che favorisca il dialogo tra innovazione e diritti sociali.
Polizia, giustizia e riconoscimento biometrico: nuove discipline e limiti della sorveglianza
Una delle novità regolatorie più significative riguarda l’utilizzo dell’IA da parte delle forze dell’ordine e nel sistema giudiziario. Il quadro normativo disciplina puntualmente:
- Identificazione biometrica remota in tempo reale, ammessa solo in circostanze eccezionali come terrorismo, gravi minacce alla sicurezza pubblica o casi di persone scomparse;
- Richiesta obbligatoria di autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria, con limiti rigorosi nella durata e nell’estensione dell’uso degli strumenti di riconoscimento;
- Divieto assoluto di raccolte massive di dati biometrici e di banche dati generalizzate create tramite scraping dal web;
- Monitoraggio dettagliato e tracciabilità delle operazioni svolte tramite IA;
- Protezione della privacy e dei dati in ogni fase dell’applicazione delle tecnologie biometriche;
- L’esclusione di decisioni giudiziarie completamente automatizzate: l’IA può supportare la ricerca e la documentazione, senza mai sostituire la valutazione del giudice.
Per quanto riguarda il riconoscimento facciale, l’utilizzo ex post è consentito esclusivamente per l’identificazione di indiziati dopo la commissione di un reato, mai per forme di sorveglianza di massa. Tale disciplina pone garanzie stringenti, limitando drasticamente i rischi di abuso e rafforzando la supervisione umana.
Responsabilità civile e nuovi reati connessi ai sistemi di IA ad alto rischio
Il nuovo assetto normativo dispone meccanismi avanzati di tutela per chi subisce danni provocati dai sistemi di intelligenza artificiale, in particolare quelli classificati a rischio elevato.
Le novità più rilevanti comprendono:
- Diritto di accesso alla documentazione tecnica dei sistemi utilizzati nei processi che hanno causato danni;
- Presunzione giuridica del nesso di causalità tra danno e funzionamento del sistema automatizzato, salvo prova contraria da parte dei gestori;
- Possibilità di agire legalmente presso il giudice competente del luogo di residenza del danneggiato;
- Azione diretta nei confronti delle assicurazioni per facilitare l’ottenimento del risarcimento;
- Estensione della responsabilità penale a chi omette le misure di sicurezza previste per sistemi ad alto rischio: la disposizione interessa sia le persone fisiche che le organizzazioni secondo le previsioni del decreto legislativo 231/2001.
L’introduzione del reato relativo all’omessa adozione o all’alterazione delle misure di sicurezza (art. 437-bis Codice Penale) rappresenta uno strumento per colmare i vuoti normativi nei casi in cui il pericolo per la collettività derivi da errori o omissioni nella gestione dei sistemi sofisticati.
Sfide attuative, formazione e prospettive future dell’ecosistema italiano dell’IA
L’entrata in vigore di un quadro giuridico così articolato pone sfide notevoli sul piano pratico e organizzativo. Fra i temi più rilevanti si possono includere:
- Formazione obbligatoria e permanente per operatori pubblici, dirigenti scolastici e lavoratori, attenta agli aspetti tecnici, etici e giuridici;
- Sviluppo di competenze interdisciplinari tramite l’integrazione di contenuti sull’IA nei percorsi universitari, professionali e di alta formazione;
- Istituzione di strutture di governance e monitoraggio, come l’Osservatorio nazionale e i comitati tecnico-etici;
- Investimenti consistenti (fino a 1 miliardo di euro) per startup e innovazione nell’ecosistema tecnologico nazionale.
L’accento su formazione e controllo pone le basi per un’adozione consapevole e sostenibile, in cui la soluzione tecnica viene affiancata da un approccio umano e multidisciplinare. La sfida del prossimo futuro passa dalla capacità di attuare efficacemente le nuove regole e costruire fiducia tra cittadini, istituzioni e imprese. In questa direzione si inserisce anche l’iniziativa del Polo SophIA e le misure previste dall’Agenzia per la Cybersicurezza.



