Scuole aperte il 31 agosto, diversi istituti stanno ancora aderendo, ma il caldo mette in crisi il piano

da la tecnica della scuola

Mentre l’Emilia-Romagna avanza con la sperimentazione dell’apertura scolastica anticipata al 31 agosto, la cronaca di questi giorni lancia un segnale d’allarme difficile da ignorare: nelle scuole italiane il caldo è già insostenibile a giugno e molte strutture non sono attrezzate per affrontarlo.

Il paradosso dell’apertura anticipata

A Bologna, 16 istituti comprensivi su 22 hanno aderito alla sperimentazione regionale che prevede l’apertura delle scuole a partire dal 31 agosto. L’iniziativa, promossa dall’assessora regionale alla Scuola, punta a offrire un servizio concreto alle famiglie durante le ultime settimane della lunga pausa estiva. Il Comune pubblicherà il bando entro il 10 luglio e stima di poter accogliere circa 2.000 bambini a turno. L’assessore comunale Daniele Ara ha precisato che la gestione sarà interamente a carico del Comune – compresa quella degli alunni con disabilità – e che le scuole metteranno a disposizione solo gli spazi. «Questa è una sperimentazione», ha tenuto a ribadire Ara, «abbiamo bisogno di vedere come risponde la città». Un approccio prudente, che guarda già all’estate 2027 per costruire un’offerta integrata tra centri estivi, progetti ministeriali e apertura anticipata.

Aule trasformate in saune

Ma proprio mentre si pianifica l’estensione del calendario scolastico, la realtà di fine giugno mette in luce un problema strutturale di fondo. A Milano, le temperature record di questi giorni hanno trasformato aule e sezioni dei centri estivi in ambienti difficilmente vivibili. Nei nidi e negli asili comunali si registrano picchi fino a 36 gradi, con segnalazioni che arrivano da diversi quartieri: in un nido di infanzia in zona Melchiorre Gioia, si misuravano 32 gradi già alle 11 del mattino. I condizionatori portatili presenti, spesso insufficienti per aule che ospitano fino a 25 bambini, non riescono a garantire un raffrescamento adeguato. In alcuni casi, gli educatori avrebbero ricevuto indicazione di non accendere tutti i dispositivi contemporaneamente per evitare sovraccarichi alla rete elettrica.

Sindacati e famiglie chiedono interventi strutturali

La situazione ha mobilitato sindacati e genitori. Come riporta Repubblica, la Uil Fp Milano e Lodi ha inviato una richiesta formale al sindaco e alla vicesindaca chiedendo misure straordinarie, tra cui la riduzione dell’orario dei servizi educativi comunali 0-6 anni. Anche Flc Cgil e Fp Cgil Milano hanno scritto a Regione, Comune e Ats, richiamando l’ordinanza regionale anticaldo ed esprimendo preoccupazione per “temperature che mettono in serio pericolo i bambini della fascia 0-6 anni”. Sul fronte delle famiglie, una petizione lanciata sulla piattaforma Milano Partecipa chiede una mappatura pubblica delle scuole più critiche e l’installazione di impianti di raffrescamento efficaci. Il Comune di Milano assicura che gli interventi sono già avviati: “Stiamo predisponendo un piano per l’installazione di impianti di climatizzazione fissi negli edifici scolastici aperti d’estate”, ha spiegato l’assessore all’Edilizia scolastica. Un piano necessario, ma che arriva mentre il termometro segna già cifre difficili da sostenere.

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