Scuola e inclusione, assistenti all’autonomia: in arrivo la possibile assunzione per 40 mila precari
n Parlamento il ddl sugli assistenti all’autonomia: possibile stabilizzazione per 40 mila precari delle cooperative e nuove regole.
Da Claudia Scalia – scuolainforma
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Il tema della stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e comunicazione torna al centro del dibattito parlamentare. Nelle Commissioni della Camera è ripreso l’esame del testo base relativo al disegno di legge già approvato al Senato, che punta a ridefinire il profilo professionale e il percorso di assunzione di circa 40 mila lavoratori precari oggi impiegati attraverso cooperative. Si tratta di una figura chiave nel sistema scolastico italiano, soprattutto per il supporto agli alunni con disabilità, il cui futuro lavorativo è da anni legato a contratti frammentati e affidamenti territoriali. Il provvedimento in discussione punta a una possibile assunzione nel comparto pubblico, con un impianto normativo ancora in evoluzione.
Stabilizzazione assistenti autonomia e comunicazione: cosa prevede il ddl in Parlamento
Il disegno di legge in esame alla Camera interviene sull’istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità, già oggetto di più proposte confluite in un testo unificato. Il provvedimento si inserisce in un percorso legislativo avviato nei mesi precedenti e punta a definire in modo stabile:
il riconoscimento del profilo professionale
le modalità di inquadramento nel comparto pubblico
le regole per la stabilizzazione dei lavoratori oggi impiegati nelle cooperative
Secondo l’impostazione attuale, la gestione del personale potrebbe passare al comparto delle Funzioni locali, con possibili concorsi riservati e procedure di transizione per chi ha già maturato esperienza nel settore.
Il nodo dei lavoratori ex cooperative e il ruolo degli enti locali
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio il passaggio dei lavoratori dalle cooperative agli enti pubblici. Il testo prevede infatti che gli enti locali possano continuare a garantire il servizio anche tramite appalti, ma con l’obbligo di rispettare il trattamento economico previsto dal contratto del comparto Funzioni locali. Allo stesso tempo, viene introdotta la possibilità di:
concorsi pubblici riservati per chi ha almeno 36 mesi di servizio
clausole sociali nei bandi per garantire continuità occupazionale
riserve di posti per personale già in servizio
Requisiti e accesso al profilo di assistente per l’autonomia
Il disegno di legge definisce anche i requisiti per accedere alla professione, ampliando la platea dei possibili candidati e riconoscendo diverse esperienze formative e lavorative. Tra i titoli previsti rientrano:
laurea in L-19 (Scienze dell’educazione)
qualifica di educatore professionale socio-pedagogico
diploma di scuola secondaria con corso regionale riconosciuto
esperienza lavorativa nel settore scolastico
Sono inoltre riconosciuti:
percorsi formativi specifici con almeno 830 ore
esperienza minima di 24 o 36 mesi nelle scuole
competenze legate anche alla Lingua dei segni italiana (LIS)
Come cambierebbe il sistema di assunzione nella scuola e nei servizi territoriali
Il testo prevede una fase transitoria in cui regioni ed enti locali potranno attivare concorsi pubblici per titoli ed esami riservati a chi ha già maturato esperienza. In parallelo, il contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali definirà:
inquadramento professionale
trattamento economico
profilo e mansioni operative
Un ulteriore passaggio sarà affidato alla Conferenza Stato-Regioni, chiamata a definire entro 120 giorni l’assetto complessivo della figura professionale.
Il ruolo degli assistenti all’autonomia nel sistema scolastico inclusivo
La figura dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione viene descritta come un operatore socio-educativo che supporta gli studenti con disabilità nei percorsi di apprendimento e relazione. Le attività principali riguardano:
supporto alla comunicazione
sviluppo delle autonomie personali
facilitazione della partecipazione scolastica
mediazione nei contesti educativi
Si tratta di un ruolo oggi considerato centrale per garantire il diritto allo studio, ma che nel tempo è stato gestito in modo frammentato attraverso appalti e affidamenti a cooperative.
