Rifiuti prodotti dalle scuole, cos’è il RENTRI? E cosa devono fare le scuole entro il 15 settembre?
da la tecnica della scuola
Il RENTRI, Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, introduce una nuova fase nella gestione documentale dei rifiuti prodotti anche dalle istituzioni scolastiche. Non si tratta soltanto di un adempimento tecnico, ma di un passaggio organizzativo che responsabilizza la scuola come produttore del rifiuto.
Le scadenze
La data da segnare in calendario è il 15 settembre 2026. Fino a tale termine il formulario di identificazione del rifiuto, il cosiddetto FIR, potrà ancora essere emesso in formato cartaceo, in alternativa al formato digitale. Dal 16 settembre 2026, invece, per i soggetti iscritti al RENTRI il formulario digitale diventerà il riferimento ordinario.
Quali rifiuti sono interessati?
È da chiarire che non tutti i rifiuti comportano gli stessi obblighi. La normale raccolta differenziata di carta, plastica e altri rifiuti urbani resta gestita secondo le modalità ordinarie del servizio comunale. Diverso è il caso dei rifiuti speciali, che possono derivare da laboratori, uffici, officine, archivi, manutenzioni, dismissione di apparecchiature informatiche, toner, lampade fluorescenti, batterie, reagenti o vecchi dispositivi elettronici.
Cosa deve fare la scuola
La scuola, quindi, deve innanzitutto mappare i propri rifiuti: capire cosa produce, dove lo produce, con quale frequenza vengono conferiti agli impianti di smaltimento. La corretta classificazione, attraverso il codice EER (Codice Europeo Rifiuti), è il passaggio decisivo per stabilire se il rifiuto è urbano, speciale non pericoloso o speciale pericoloso e, di conseguenza, quali adempimenti sono necessari.
Il ruolo dell’istituzione scolastica non può esaurirsi nell’affidamento del materiale a una ditta esterna o al centro di raccolta. La scuola è tenuta a verificare la correttezza del processo, la presenza delle autorizzazioni, la regolare compilazione del FIR, la conservazione della documentazione e la tenuta del registro di carico e scarico.

Il deposito temporaneo
Un aspetto che dovrà essere regolato con particolare attenzione è quello del deposito temporaneo. I rifiuti, prima del ritiro da parte del soggetto autorizzato, devono essere raggruppati in un luogo individuato all’interno della scuola, preferibilmente distinto dagli spazi ordinari di lavoro e di passaggio. L’area deve essere idonea, controllata e facilmente identificabile, con contenitori integri, etichette leggibili, separazione dei flussi incompatibili e particolare cautela per i rifiuti pericolosi, evitando accumuli disordinati o giacenze indefinite.
Il Piano delle attività ATA
Per rendere effettivo tale presidio, il tema deve entrare anche nell’organizzazione interna dell’istituto. Nell’ambito del piano delle attività del personale ATA occorre stabilire compiti e responsabilità.
Responsabilità del DS
In questo quadro il Dirigente scolastico ha una responsabilità di governo complessivo: deve assicurare che l’istituzione sia organizzata, che siano individuati incaricati e procedure, che i contratti e i conferimenti siano conformi alla normativa. Il DSGA svolge un ruolo essenziale nella gestione amministrativa: presidia scadenze, fascicoli, documenti, accessi al sistema e rapporti con gli operatori incaricati. Assistenti tecnici e ditte esterne devono supportare le attività operative, ma non sostituiscono il controllo documentale della scuola.
Non solo un obbligo informatico
Il RENTRI, dunque, non deve essere letto come un semplice obbligo informatico. È l’occasione per costruire un sistema interno più ordinato, capace di prevenire errori, sanzioni e responsabilità. Entro il 15 settembre 2026 ogni scuola dovrà verificare la propria posizione, distinguere correttamente i rifiuti prodotti e prepararsi alla piena gestione digitale della tracciabilità.
La gestione dei rifiuti è un dovere normativo, ma anche educativo e ambientale: una scuola che governa correttamente questi processi dà concretezza ai principi di legalità, sostenibilità e responsabilità pubblica.



