Graduatorie GPS e scioglimento riserva per il servizio: le diverse casistiche

Di Luigi Rovelli , Scuola Informa

 

Scioglimento della riserva GPS per il servizio: i docenti confermano i servizi già dichiarati a marzo, senza poter inserire nuovi periodi

Lo scioglimento della riserva per il servizio è un passaggio burocratico determinante che, come è noto, permette ai docenti di trasformare un servizio “dichiarato con riserva” a marzo in un punteggio effettivo nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Vediamo quali sono le tempistiche e le modalità per la dichiarazione dei servizi.

Supplenze docenti, come dichiarare il servizio e la procedura di scioglimento della riserva

Nonostante molti contratti di supplenza terminino formalmente il 30 giugno, la finestra per lo scioglimento della riserva si apre il 15 giugno e si chiude il 2 luglio per ragioni sia tecniche che di calcolo del punteggio. Occorre tenere presente, infatti, che attendere il 30 giugno per inoltrare tutte le domande comporterebbe un rischio elevato di malfunzionamento della piattaforma “Istanze Online” a causa dell’eccessivo traffico simultaneo. Nelle GPS, il punteggio massimo per un anno di servizio è di 12 punti. Questo tetto viene raggiunto con 166 giorni di servizio (o 180 a seconda della configurazione del contratto) oppure con il servizio continuativo dal 1° febbraio fino agli scrutini.

Molti docenti che hanno iniziato a lavorare tra settembre e dicembre hanno già ampiamente superato la soglia dei 166 giorni entro il 15 giugno. In questi casi, il servizio prestato tra il 15 e il 30 giugno non aggiungerebbe ulteriore punteggio, rendendo lo scioglimento immediato del tutto legittimo e sicuro. Per il servizio, il sistema non permette di inserire nuovi dati o cambiare date, ma solo di flaggare una casella di conferma per certificare che il servizio dichiarato a marzo è stato effettivamente svolto fino al termine previsto.

Servizio prestato dopo il 16 marzo: limitazioni attuali

Un punto fondamentale da tenere ben presente è che in questa finestra (dal 15 giugno al 2 luglio) non è possibile aggiungere nuovi servizi che non fossero già stati inseriti “con riserva” entro la scadenza del 16 marzo. Chi ha ottenuto nuovi contratti o proroghe dopo il 16 marzo, e non li aveva potuti prevedere o dichiarare all’epoca, non può inserirli ora. La piattaforma mostra un “divieto” sulle date già inserite; l’aspirante può solo confermare il blocco esistente ma non può rettificare errori o aggiungere spezzoni di supplenze brevi ottenuti successivamente.

Quando e come dichiarare i servizi futuri

Il servizio prestato dopo il 16 marzo (e non dichiarato con riserva) o i giorni eccedenti che non sono stati caricati in questa fase non andranno perduti, ma seguiranno iter differenti:

  1. Prossimo aggiornamento GPS biennale: la via principale per dichiarare questi servizi sarà la riapertura generale delle GPS, prevista fra due anni (indicativamente nella primavera del 2028). In quell’occasione, il docente potrà caricare come “nuovo servizio” tutto ciò che è stato prestato dopo il termine ultimo dell’aggiornamento precedente;
  2. Elenchi aggiuntivi: per i titoli culturali (come abilitazioni o specializzazioni) conseguiti tardivamente, c’è, naturalmente, la possibilità di iscriversi negli elenchi aggiuntivi alla prima fascia nella primavera successiva, ma per il solo punteggio di servizio la procedura standard rimane l’aggiornamento periodico;
  3. Inutilità del recupero se si è già al massimo del punteggio: se un docente ha già raggiunto i 12 punti per l’anno scolastico in corso, aggiungere ulteriori giorni prestati a giugno o luglio (ad esempio per contratti al 31 agosto) non porterebbe alcun beneficio al punteggio, poiché la valutazione è bloccata al tetto annuale.

In sintesi, lo scioglimento attuale serve solo a consolidare quanto già “prenotato” a marzo, mentre ogni altra novità lavorativa dovrà attendere i futuri cicli di aggiornamento delle graduatorie.

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