Posti orario, la nuova sfida per i docenti precari

di Laura Razzano,   Italia Oggi

L’introduzione dei “posti orario” rivoluziona l’assegnazione delle supplenze. I docenti devono ora gestire cattedre su più scuole, con il rischio di sanzioni in caso di rinuncia. Scopri come navigare il nuovo sistema

 

La complessa partita delle 150 preferenze per l’assegnazione delle supplenze è ufficialmente scattata giovedì scorso. Un rito estivo che, anche quest’anno, porta con sé il consueto carico di incognite per migliaia di colleghi precari. L’algoritmo ministeriale, che storicamente ci ha abituati a malfunzionamenti e storture fin dalle prime tribolate nomine informatizzate, è stato riprogrammato per ridurre il numero complessivo dei contratti e rimediare ai diversi errori che si sono verificati nel tempo. Il meccanismo ideato da viale Trastevere è ingegnoso: accorpando i frammenti orari, scenderà abbastanza drasticamente il bacino formale del precariato.

Questa operazione di cosmesi statistica rischia di penalizzare pesantemente chi non compilerà l’istanza con la necessaria perizia certosina e la conoscenza dei cambiamenti.

L’era dei «posti orario»

La novità strutturale più impattante riguarda i cosiddetti posti orario. Fino allo scorso anno, molti docenti preferivano non inserire tutte le preferenze per attendere comodamente piccoli spezzoni nella propria scuola e maturare punteggio. Quest’anno chi adotta questa strategia rischia di rimanere a mani vuote. Le regole prevedono che un posto orario non sia un semplice spezzone, ma un posto costruito ad hoc dagli Uffici Scolastici Territoriali unendo vari frammenti orari, anche inferiori alle sei ore, per formare le cattedre, rispettando le tabelle di viciniorietà con il limite imposto di massimo tre scuole spalmate su non più di due comuni.

Il meccanismo del posto orario si preannuncia come un vero e proprio salto nel buio perché, oltre a non conoscere le sedi disponibili, non si conosce neppure in anticipo l’esatta composizione degli accorpamenti territoriali. L’amministrazione, infatti, predispone gli abbinamenti solo in una fase successiva, lasciando all’algoritmo ministeriale il compito di assegnare l’incarico prendendo come unico riferimento logistico la sede capofila. Spuntare la disponibilità per i posti orario esterni aumenta certamente le chance matematiche di assunzione, ma espone al pericolo di sanzioni contrattuali pesantissime in caso di rinuncia, qualora le sedi abbinate d’ufficio si rivelassero proibitive. L’assegnazione di un posto orario è, però, strettamente collegata alla scelta iniziale del candidato.

Chi compila la sezione per gli spezzoni orari puri dovrà obbligatoriamente indicare il limite minimo e massimo di ore desiderate, ad esempio, un minimo di 7 ore per la secondaria. Se l’ufficio scolastico rileva 10 ore vacanti in un istituto e 8 ore in un altro, si crea un posto orario intero da 18 ore per quel candidato che, fino allo scorso anno, avrebbe concorso per il singolo spezzone, dovendo poi cercare il completamento. Il docente riceve così una nomina equivalente a una cattedra completa, unendo in un solo passaggio amministrativo due frazioni orarie distinte, pur dovendo prestare servizio su due sedi lavorative. Per la scuola primaria la questione dei posti orario rappresenta una novità assoluta, storicamente per l’infanzia e la primaria non esistevano le cattedre orario esterne, ma quest’anno il sistema le ha introdotte per ridurre il numero complessivo dei contratti.

Le nuove regole per infanzia e primaria

Ipotizzando che l’ufficio scolastico territoriale rilevi uno spezzone residuo di 12 ore in un istituto comprensivo e un altro spezzone, sempre di 12 ore, in un altro istituto vicino, fino allo scorso anno, il sistema informatico avrebbe gestito i due frammenti come spezzoni separati, assegnandoli magari a due precari diversi. Oggi l’amministrazione, ancor prima di far girare l’algoritmo, li accorpa d’ufficio creando un unico «posto orario» da 24 ore settimanali complessive. A livello di scelta delle 150 preferenze, bisogna sapere che l’accettazione del “posto orario”, magari indicando la disponibilità su comuni diversi, farà sì che il sistema assegni l’incarico da 24 ore. Il docente avrà uno stipendio intero, ma dovrà articolare il suo servizio, incluse le canoniche due ore di programmazione, su due scuole diverse, operando sempre entro il limite contrattuale di massimo tre scuole e due comuni. Naturalmente se non viene scelta l’opzione del posto orario l’algoritmo non proporrà la cattedra assemblata, considerandola incompatibile con la richiesta. Il rischio di aspettare un singolo spezzone al buio, perciò, è quello di rimanere senza l’ incarico desiderato: molti vecchi spezzoni, prima gestiti con ampia autonomia dalle scuole, saranno assorbiti e inglobati nella costruzione di questi nuovi posti orario.

La stretta sulle rinunce

Il nuovo assetto abbandona la sanzione annuale per abbracciare l’intero ciclo di vigenza delle graduatorie. Un elemento che va ponderato con estrema cautela. Chi rinuncia a una nomina da Gps, o non prende servizio, perderà il diritto a conseguire supplenze al 30 giugno e al 31 agosto per ben due anni. In caso di rinuncia prima della presa di servizio, al docente sarà consentito accettare esclusivamente supplenze brevi e saltuarie tramite le graduatorie di istituto, ma se si abbandona l’incarico dopo aver preso servizio, la sanzione si aggrava ulteriormente e viene preclusa anche la possibilità di accettare le supplenze brevi per l’intero biennio.

Sostegno e continuità didattica

Molti credono erroneamente che la continuità sul sostegno sia legata all’alunno. Dal punto di vista tecnico e amministrativo, la conferma avviene unicamente sulla scuola. Per la compilazione bisogna sapere che il docente è tenuto a specificare in piattaforma per quale tipologia di contratto è disponibile a essere confermato, 31 agosto, 30 giugno o spezzone, a prescindere dal contratto che aveva l’anno precedente. L’accettazione non è automatica: il candidato deve inserire le 150 preferenze, e la conferma si perfezionerà solo se il suo nominativo verrà processato positivamente dall’algoritmo nella «fase zero». Se la continuità viene chiesta su due scuole diverse da due famiglie diverse, il docente potrà scegliere quale mantenere.

Correttivi all’algoritmo e centralità del merito

La novità assoluta che scardina l’assetto in vigore dall’anno scolastico 2020/2021, è che il software ora analizza le disponibilità sopravvenute e “torna indietro” a ripescare, nel rigoroso rispetto del punteggio, gli aspiranti che nei turni precedenti erano rimasti senza incarico a causa dell’assenza di cattedre vacanti tra le proprie preferenze. Il mancato incrocio tra le 150 preferenze e i posti del primo bollettino non determina più l’esclusione definitiva dalla procedura informatizzata, ma garantisce la partecipazione ai successivi scorrimenti qualora si liberino le sedi ambite: questa profonda revisione restituisce centralità al merito rispetto alla pura casualità temporale delle nomine, determinando di fatto un assorbimento più massiccio dei contratti al 31 agosto e al 30 giugno direttamente dalle graduatorie provinciali (Gps) e imponendo al personale precario una pianificazione strategica ancora più minuziosa nella complessa fase estiva di compilazione dell’istanza.

Il Ministero ha introdotto alcune modifiche tecniche per sanare storture storiche. I docenti di ruolo che usufruiscono dell’ex articolo 47 per accettare un incarico su un’altra classe di concorso verranno bloccati automaticamente dal sistema se proveranno a selezionare gli spezzoni, essendo per loro previste contrattualmente solo cattedre intere. Per i titolari di legge 104, la precedenza non garantirà più la cattedra economicamente più vantaggiosa, come il 31 agosto, ma opererà correttamente assegnando la sede disponibile più vicina nel comune in cui si presta l’assistenza.

Gestione delle graduatorie di istituto e invio istanze

Le scuole non dovranno più attendere una comunicazione provinciale per iniziare a convocare dalle graduatorie di istituto: il sistema terrà in memoria i dati e allerterà il singolo istituto in tempo reale non appena i candidati in Gps per quella specifica scuola saranno esauriti.

Un’ultima opzione di salvaguardia riguarda l’inoltro: sarà possibile annullare la domanda già inviata in qualsiasi momento, a patto che il sistema non sia già entrato nella fase attiva di lavorazione dell’algoritmo, ciò è utile a chi attende il ruolo o l’assegnazione provvisoria

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