Maturità 2026, ecco gli elenchi dei presidenti delle commissioni d’esame
da il sole 24 ore
Gli Uffici scolastici regionali hanno iniziato a pubblicare gli elenchi dei presidenti delle commissioni degli esami di Maturità 2026. L’insediamento delle commissioni avverrà martedì 16 giugno: in quella sede si definiranno gli ultimi dettagli organizzativi dell’esame, come per esempio il calendario delle operazioni d’esame, l’analisi della documentazione presentata dal consiglio di classe per ogni candidato, e così via. Gli esami inizieranno il 18 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta, che è quella d’italiano. Poi toccherà alla prova d’indirizzo. Si chiude con l’orale che quest’anno sarà incentrato su quattro materie.
Commissioni light
La pubblicazione degli elenchi dei presidenti delle commissioni d’esame è un momento atteso dai circa 500mila maturandi. Una delle novità di quest’anno è infatti proprio sulle commissioni d’esame, che si asciugano, passando da sette a cinque membri. Le commissioni, costituite una ogni due classi, sono presiedute da un presidente esterno all’istituzione scolastica, e composte da due membri esterni e da due membri interni.
Il documento del 15 maggio
Bisognerà aspettare ancora qualche giorno eppoi arriverà anche il documento del 15 maggio che resta una pietra miliare dell’esame: il consiglio di classe descriverà lì dentro il percorso formativo svolto dagli studenti, contenuti, metodi, criteri di valutazione e obiettivi raggiunti, e consegna alla commissione la bussola con cui orientare il colloquio. Le domande dell’orale devono muoversi entro quanto dichiarato nel documento, a tutela degli studenti e a garanzia di equità tra classi diverse. Il documento è pubblicato all’albo online della scuola ed è accessibile a tutti. Tra fine maggio e inizi giugno saranno resi noti anche i nomi dei commissari esterni.
L’ammissione
Per essere ammessi alla maturità occorre aver frequentato per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, aver partecipato alle prove Invalsi e aver svolto le ore di formazione scuola lavoro. Bisogna poi avere il sei in tutte le discipline (con un 5 l’ammissione all’esame può essere deliberata, con adeguata motivazione, dal consiglio di classe). Entrano poi in vigore le nuove regole sul comportamento: in caso di voto in condotta pari a 6 il consiglio di classe assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da trattare in sede di colloquio. Se il voto in condotta è 5 non si è ammessi all’esame. Per i candidati esterni serve l’esame preliminare, obbligatorio per chi è privo di promozione all’ultima classe o non ha frequentato l’ultimo anno. L’esame accerta la preparazione su tutte le discipline e si supera con almeno 6/10 in ciascuna prova: solo allora si ottiene l’idoneità ad accedere alla maturità.
Il credito scolastico
Resta immutato il credito scolastico che si attribuisce in sede di scrutinio finale. È maturato nel secondo biennio e nell’ultimo anno fino a un massimo di quaranta punti: dodici per il terzo anno, tredici per il quarto e quindici per il quinto. Anche qui impattano le novità sul comportamento: il punteggio più alto può essere attribuito solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi.

