Gestione spezzoni fino a 6 ore nella secondaria
di Claudia Scalia, Scuola in Forma
Spezzoni fino a 6 ore nella secondaria 2026/27: prima ai docenti interni abilitati, poi agli UST per l’aggregazione in cattedre, infine alle graduatorie di istituto.
Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, la gestione degli spezzoni orari pari o inferiori a 6 ore settimanali segue una procedura a più livelli. Viene descritta dalla Circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026, che richiama l’art. 22, comma 4, della Legge 28 dicembre 2001, n. 448. Si tratta di ore di insegnamento che non concorrono a costituire una cattedra ordinaria e che, proprio per questa ragione, richiedono una gestione separata rispetto alle supplenze standard. Il calendario operativo è stretto. I dirigenti scolastici delle scuole secondarie dovranno verificare entro il 15 luglio 2026 la disponibilità ad accettare questi spezzoni da parte dei docenti interni che saranno titolari nell’anno scolastico 2026/27. Solo dopo questa fase di verifica interna, e solo sugli spezzoni rimasti scoperti, entrano in gioco gli UST e, in ultima istanza, le graduatorie.
Spezzoni fino a 6 ore: la prima fase
Come spiega l’Avvocato Maria Rosaria Altieri nel corso del webinar sulle supplenze 2026/27 andato in onda sul canale YouTube di Scuola Informa, il percorso di attribuzione degli spezzoni prende avvio all’interno della singola scuola, dove il dirigente scolastico verifica la disponibilità dei docenti in servizio nell’istituto ad accettare le ore aggiuntive. La condizione necessaria è sempre il possesso della specifica abilitazione o specializzazione per la classe di concorso interessata. La disponibilità del docente, da sola, non è sufficiente se non accompagnata dal titolo corretto.
L’assegnazione degli spezzoni ai docenti interni segue un ordine preciso di priorità, che la circolare conferma rispetto agli anni precedenti. Al primo posto si collocano i docenti con contratto a tempo determinato aventi titolo al completamento di orario. Questa categoria viene privilegiata perché lo spezzone aggiuntivo serve a portare il loro orario fino all’obbligo settimanale. Seguono, in subordine, i docenti con contratto ad orario completo a tempo indeterminato e, successivamente, quelli con contratto ad orario completo a tempo determinato, entrambi fino al limite massimo di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo.
In tutti i casi, l’attribuzione avviene con il consenso esplicito del docente: non esistono meccanismi di assegnazione d’ufficio senza il previo accordo dell’interessato.
Priorità
Categoria di docente
Limite orario
1°
Contratto TD con titolo al completamento di orario
Fino all’orario obbligatorio
2°
Contratto a tempo indeterminato ad orario completo
Fino a 24 ore settimanali
3°
Contratto a tempo determinato ad orario completo
Fino a 24 ore settimanali
La seconda fase: aggregazione UST in cattedre ora4rio e la via residuale delle graduatorie
Gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore che residuano dalle attribuzioni al personale interno vengono trasferiti agli Uffici Scolastici Territoriali, che li utilizzano per la costituzione di posti orario. Gli UST effettuano aggregazioni omogenee per tipo di posto e classe di concorso di tutte le disponibilità orarie che non costituiscono posto intero o cattedra, in modo da privilegiare assegnazioni di posti orari interi o, comunque, di spezzoni aggregati della maggior entità oraria possibile.
L’obiettivo di questa fase è ridurre al minimo la frammentazione: aggregare più spezzoni da scuole diverse della stessa provincia consente di costruire cattedre orario assegnabili a un unico docente, garantendo una maggiore continuità didattica. Solo quando questa aggregazione non produce risultati utili, gli spezzoni residui tornano alla disponibilità dei docenti interni degli istituti originari.
Gli eventuali spezzoni non utilizzati dagli Uffici Territoriali per le aggregazioni possono essere attribuiti — sempre con il loro consenso — ai docenti interni forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento, seguendo l’ordine di priorità già descritto nella fase precedente. Solo dopo aver constatato l’esaurimento anche di questa seconda opzione interna, il dirigente scolastico è autorizzato a scorrere le graduatorie di istituto — prima quelle della propria scuola, poi quelle delle scuole viciniori.
L’avviso di interpello può essere pubblicato soltanto in caso di esaurimento delle graduatorie di istituto anche delle scuole viciniori: viene pubblicato sul sito dell’istituzione scolastica ed è finalizzato al reclutamento di docenti forniti dell’abilitazione o della specializzazione per i posti di sostegno o, in subordine, del titolo di studio. Copia degli avvisi è inviata all’Ufficio Scolastico Territoriale, che li pubblica in un’apposita sezione dedicata.

