Concorso scuola, si può usare carta e penna?

“Durante lo svolgimento della prova scritta i candidati non possono introdurre nella sede d’esame carta da scrivere, appunti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, strumenti di calcolo, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, salvo diversa indicazione della commissione nazionale di esperti. In caso di violazione è disposta l’immediata esclusione dal concorso”. A stabilirlo il decreto dipartimentale 23 del 5 gennaio 2022 per il concorso secondaria, e il decreto dipartimentale 2215 del 18 novembre 2021 per il concorso infanzia e primaria.

Insomma, l’eventuale carta che dovesse servire ai candidati per lo svolgimento delle prove dovrà essere fornita in sede d’esame stessa e non potrà essere introdotta dall’esterno dagli aspiranti docenti.

Peraltro i lettori della Tecnica della Scuola ci segnalano l’effettiva utilità di carta e penna specie nell’ambito del concorso ordinario Stem, in quanto, per esempio, per le prove concorsuali delle classi A-47 e A-60, e in generale per le materie scientifiche, risulta necessario e indispensabile un foglio di carta da scrivere per risolvere i quesiti posti.

Serve un orientamento unitario

A riguardo, si auspica un orientamento unitario da parte delle diverse commissioni d’esame, per evitare, come accaduto in passato, casi di disparità di comportamento nelle sedi d’esame per alcune classi di concorso: “In alcune sedi sono state fornite carta e penna, in altre solo la penna, in altre né carta né penna. Circostanza gravissima e inaccettabile di disparità di trattamento a parità di svolgimento di un concorso pubblico nazionale,” si lamenta un nostro lettore.

Ci viene segnalato inoltre che molti docenti hanno chiesto parere alla singola istituzione scolastica o all’USR di riferimento, ricevendo risposte diverse: sarebbe quindi opportuna l’emissione di un esplicito parere da parte del MI, per garantire parità di trattamento tra i vari candidati in tutta Italia; o da parte della commissione nazionale di esperti, cui anche il decreto dipartimentale fa riferimento, al fine di non dare adito a interpretazioni differenti da parte delle singole commissioni.


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