Intelligenza artificiale e formazione: nuove regole per l’Italia. Cosa cambia per scuola, docenti e percorsi formativi
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo n. 179 del 7 ottobre 2026: rafforzata la cornice normativa sull’intelligenza artificiale, con attenzione alla formazione, alle competenze digitali e all’uso consapevole delle nuove tecnologie.
L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi di apprendimento, nell’organizzazione del lavoro e nelle attività professionali. Per accompagnare questa trasformazione, il legislatore interviene con il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026.
Il provvedimento adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) e interviene, tra gli altri aspetti, sui poteri delle autorità competenti e sull’utilizzo dell’IA nella formazione. Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre 2026.
Formazione e intelligenza artificiale: cresce l’importanza delle competenze
Uno degli aspetti di maggiore interesse per il mondo dell’istruzione e della formazione riguarda la necessità di sviluppare competenze adeguate per comprendere e utilizzare le tecnologie di intelligenza artificiale.
Il quadro normativo richiama percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’utilizzo dei sistemi di IA. L’obiettivo è favorire un approccio consapevole a strumenti che possono supportare numerose attività, ma che richiedono anche capacità di valutazione critica, attenzione ai rischi e conoscenza delle regole applicabili.
Per docenti, formatori e professionisti, questo scenario rende sempre più rilevanti l’aggiornamento continuo e la capacità di distinguere le opportunità offerte dall’innovazione dai limiti e dalle responsabilità connessi al suo impiego.
Scuola e competenze digitali: spazio alle discipline STEM
Il provvedimento richiama inoltre il potenziamento delle competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, le cosiddette discipline STEM, insieme alla valorizzazione delle competenze artistiche e delle attività di orientamento.
L’attenzione alle competenze tecnologiche non riguarda soltanto la conoscenza degli strumenti digitali: comprende anche la capacità di interpretarli, comprenderne il funzionamento e valutarne i risultati. In ambito educativo, questo significa accompagnare gli studenti nello sviluppo di un rapporto critico e responsabile con le tecnologie emergenti.
Il decreto prevede inoltre, nell’ambito dei criteri di adeguamento normativo, attività formative sull’intelligenza artificiale per i percorsi universitari, le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e gli ITS Academy, in coerenza con i rispettivi profili culturali e professionali.
Chi vigilerà sull’applicazione delle regole?
Il decreto si inserisce nel quadro nazionale di attuazione dell’AI Act e disciplina, tra gli altri aspetti, le competenze delle autorità coinvolte.
La normativa individua l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) come autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, con funzioni differenziate. In particolare, AgID opera nell’ambito della promozione e dello sviluppo dell’IA e delle procedure di valutazione della conformità previste dalla normativa; ACN svolge funzioni di vigilanza, comprese quelle ispettive e sanzionatorie, e si occupa degli aspetti legati alla cybersicurezza.
Il quadro comprende anche strumenti di vigilanza e misure per assicurare il rispetto delle disposizioni europee e nazionali.
Che cosa devono sapere docenti e personale scolastico?
Per chi lavora nella scuola, il provvedimento rappresenta un riferimento normativo da conoscere nel più ampio percorso di trasformazione digitale del sistema educativo.
È importante, tuttavia, distinguere tra gli indirizzi e i criteri previsti dalla normativa e gli eventuali obblighi operativi che potranno derivare da successive disposizioni attuative o da altre norme applicabili. Il decreto, da solo, non va interpretato come l’introduzione automatica di uno specifico obbligo formativo individuale per ogni docente.
Nel concreto, l’evoluzione normativa conferma l’importanza di investire su alcune competenze fondamentali:
- comprendere le potenzialità e i limiti degli strumenti di intelligenza artificiale;
- valutare criticamente contenuti, suggerimenti e risultati generati dai sistemi;
- utilizzare le tecnologie in modo consapevole e coerente con le regole applicabili;
- prestare attenzione alla protezione dei dati, alla sicurezza e alle responsabilità professionali;
- aggiornare le proprie competenze digitali in relazione alle esigenze didattiche e formative.
Aggiornamento professionale: una competenza sempre più strategica
L’intelligenza artificiale sta modificando strumenti, metodi di lavoro e opportunità di apprendimento. Per questo, la formazione continua assume un ruolo centrale: non basta conoscere le applicazioni disponibili, ma occorre imparare a utilizzarle con consapevolezza, spirito critico e attenzione agli aspetti normativi.
Per docenti, aspiranti insegnanti e professionisti della formazione, seguire gli sviluppi legislativi e consolidare le proprie competenze digitali può contribuire a prepararsi ai cambiamenti in corso e a cogliere le opportunità offerte dall’innovazione.
Il Decreto legislativo n. 179/2026 costituisce un ulteriore passaggio nell’adeguamento italiano alle regole europee sull’intelligenza artificiale. La sua applicazione e gli eventuali successivi interventi attuativi saranno importanti per comprendere come il quadro normativo si tradurrà nelle pratiche formative e nei diversi contesti professionali.
Il testo ufficiale
Il decreto è consultabile integralmente sul sito della Gazzetta Ufficiale:
Leggi il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179
Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 234 dell’8 ottobre 2026.
Nota redazionale: articolo di sintesi informativa. Per l’applicazione concreta delle disposizioni è necessario fare riferimento al testo ufficiale e agli eventuali atti attuativi pertinenti.




