GPS 2028: si riapre il confronto sui criteri per l’assegnazione delle supplenze

Fonte: Orizzonte Scuola

Le criticità segnalate negli ultimi bollettini delle supplenze riaccendono il dibattito sul peso delle riserve legate al servizio civile nell’algoritmo di assegnazione degli incarichi. L’articolo raccoglie le richieste di modifica in vista delle GPS 2028: si tratta di proposte e osservazioni, non di nuove regole già approvate.

Supplenze, chi ha più di 28 anni e non ha svolto il servizio civile non è più un buon insegnante? Ecco le richieste per l’algoritmo GPS 2028

Ancora riservisti? Ancora servizio civile? Anche gli ultimi bollettini del 12 – 13 ottobre sono accompagnati dalle proteste per l’attribuzione delle supplenze che mischia in maniera poco bilanciata punteggi derivanti da titoli e servizi al merito derivante dall’aver concluso senza demerito il servizio civile nazionale o universale che nelle assunzioni vale fino al 15 % dei posti da attribuire.

I bollettini dell’algoritmo GPS

L’algoritmo di attribuzione delle supplenze da GaE e GPS fa ancora parlare di sé. Sistemate alcune grandi falle che per anni hanno reso rinunciatari aspiranti delle prime posizioni delle graduatorie per l’effetto rinuncia su cattedre scelte ad occhi chiusi, se ne apre un’altra.

Quali riserve* incidono nell’attribuzione delle supplenze

  • Legge 68/1999 Persone con disabilità e altre categorie protette individuate dalla legge;
  • D.lgs. 66/2010 Beneficiari della riserva prevista dagli articoli 678 e 1014 del Codice dell’ordinamento militare;
  • D.lgs. 40/2017 Operatori che hanno concluso senza demerito il servizio civile nazionale o universale.

*Ognuna di esse ha una quota stabilita.

La riserva va applicata sul totale dei posti da assegnare

Va sottolineato che la riserva non si applica a ogni bollettino. Il calcolo del 15% va effettuato all’avvio delle procedure, sull’intero contingente dei posti disponibili. Ce lo aveva spiegato la sindacalista Chiara Cozzetto Anief durante la fase di presentazione delle domande GPS.

Il quesito a lallaorizzonte@orizzontescuola.it: la tutela del diritto al lavoro

Docente specializzata ADMM (I fascia GPS), abilitata anche classe di concorso:

“Dopo la pubblicazione del quarto bollettino risulto ancora senza incarico, nonostante siano stati nominati docenti con punteggi inferiori al mio, persino nella scuola indicata come mia prima preferenza.

Ancora riservisti? Ancora servizio civile? Chi ha superato i 28 anni senza aver svolto il servizio civile, e oggi non può più accedervi, come dovrebbe tutelare il proprio diritto al lavoro?

Chiedo un vostro intervento urgente per verificare la correttezza delle nomine. Cordiali saluti“

Per la verifica della correttezza del singolo bollettino bisogna richiedere l’intervento dei sindacalisti del territorio che conoscono le cattedre disponibili, le graduatorie e il numero delle riserve da attribuire.

Per quanto riguarda invece la tutela del diritto al lavoro la questione, come spiegato, è aperta e di stretta attualità.

Cosa viene contestato

La difficoltà di un equilibrio tra la continuità del lavoro assicurata dalla formazione (titoli) e servizio di insegnamento (accessibili a tutti) e il merito di aver concluso il servizio civile senza demerito, impossibile da svolgere per alcuni per questioni anagrafiche.

Ossia, anche volendo, il limite dei 28 anni per la partecipazione alle attività del servizio civile che permettono di usufruire della quota di riserva, taglia fuori una fetta di precari già con anni di servizio di insegnamento alle spalle.

Si cambierà nelle GPS 2028?

Non lo sappiamo, dal momento che si tratta di una norma nazionale che riguarda l’accesso al settore pubblico  ma certamente una riflessione va fatta.

Ne ha già parlato nelle scorse settimane Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento istruzione della Lega.

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