Sondaggio nazionale sulla carenza di docenti di materia rispetto al boom del sostegno

Un’indagine de La Tecnica della Scuola evidenzia che per oltre 6 docenti su 10 la soluzione per riequilibrare la presenza di insegnanti di sostegno e di materia — di fronte alla denatalità e ai tagli programmati — passa attraverso la riduzione del numero di alunni per classe.

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Avremo sempre più docenti di sostegno e meno di materia: per 6 prof su 10 la soluzione potrebbe essere “meno alunni per classe” – RISULTATI SONDAGGIO

Meno studenti, più alunni con disabilità: come evitare un ridimensionamento degli organici? Il sondaggio della Tecnica della Scuola, compilato da più di 500 lettori, in larga parte docenti e in misura minore genitori, indica una direzione piuttosto chiara e condivisa: occorre ridurre la soglia minima per creare una classe. Il tema nasce dalle stime della Fondazione Agnelli: entro il 2040 potrebbero sparire circa 95mila classi e 166mila docenti.

 

Meno alunni per classe, la proposta più votata

La misura che raccoglie più consensi è la riduzione del numero di alunni per classe, scelta da circa sei partecipanti su dieci, sia tra i docenti sia tra i genitori. Seguono, con quote più contenute e simili tra loro, l’idea di rendere tutti i docenti in grado di operare sul sostegno, il vincolo decennale per i docenti specializzati, al posto dell’attuale quinquennio, e la possibilità di insegnare più discipline. Anche tra i genitori la riduzione degli alunni per classe resta la preferenza prevalente, mentre le altre opzioni raccolgono adesioni più sparse.

Le altre idee emerse dalle risposte aperte

Nelle risposte aperte, tra i temi più ricorrenti figurano le politiche per la natalità e il sostegno economico alle famiglie, il rafforzamento delle compresenze e una formazione più solida per chi accede al sostegno.

Alcuni segnalano anche la necessità di corsi di alfabetizzazione per gli alunni stranieri appena arrivati.

Molti chiedono controlli più stringenti sulle certificazioni, in particolare quelle rilasciate da centri privati. C’è poi chi propone la cattedra mista, in parte su materia e in parte su sostegno, e chi invoca strutture dedicate per i casi più gravi, ipotesi su cui il dibattito resta aperto.

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