Carta del docente 2026: cosa sappiamo sul futuro importo e le scadenze

Carta del docente 2025/2026 a 383 euro: perché scende, chi la riceve, scadenze, regole per hardware e sentenze.

Da Claudia Scalia – scuolainforma

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Il Decreto Ministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha fissato per l’anno scolastico 2025/2026 il valore della Carta del docente a 383 euro, in calo rispetto ai 500 euro degli anni precedenti. Una riduzione che ha sorpreso molti insegnanti, ma che si spiega con una scelta precisa: allargare la platea dei beneficiari per recepire le sentenze della Corte di Giustizia Europea. Lo spiega l’Avv. Maria Rosaria Altieri nel corso del video dedicato alle novità della Carta Docente 2026.

Importo Carta del Docente: cosa può cambiare in futuro?

La riduzione dell’importo della Carta del Docente non è frutto di un taglio diretto al capitolo di spesa, ma di una redistribuzione delle risorse disponibili su un numero maggiore di docenti. A parità di fondi strutturali, l’aumento del numero dei beneficiari ha comportato una riduzione dell’importo pro capite.

Il provvedimento recepisce le pronunce della Corte di Giustizia Europea estendendo il beneficio — oltre ai docenti di ruolo — anche ai docenti con supplenza annuale su posto vacante (scadenza 31 agosto), ai supplenti fino al termine delle attività didattiche (scadenza 30 giugno) e al personale educativo di convitti ed educandati.

L’importo di 383 euro è definitivo per questo anno scolastico, ma non è una cifra blindata per il futuro. I criteri vengono definiti ogni anno da un decreto interministeriale MIM–MEF, adottato entro il 30 gennaio, che adegua l’importo in base al numero dei docenti aventi diritto e alle risorse disponibili. Questo significa che il valore della Carta potrà salire o scendere negli anni successivi a seconda delle scelte politiche e della dotazione finanziaria.

I sindacati non hanno accettato in silenzio la riduzione: l’ANIEF ha chiesto di utilizzare i 281 milioni di euro disponibili per ripristinare l’importo a 500 euro ed estendere il beneficio anche al personale ATA, attualmente escluso.

Scadenze, utilizzo e regole per hardware: la tabella riepilogativa

Tra le novità introdotte dal decreto c’è anche la possibilità di usare la Carta per l’acquisto di titoli di viaggio. Per i prodotti hardware e software — PC, tablet e simili — viene invece introdotta una restrizione quadriennale: l’acquisto sarà consentito solo ogni 4 anni. Attenzione ai residui dell’anno scolastico 2024/2025: le somme non ancora spese devono essere utilizzate entro il 31 agosto 2026, altrimenti vengono annullate in via definitiva.

Il caso speciale delle sentenze: regole diverse per chi ha fatto ricorso

Il decreto introduce una norma specifica — e più favorevole — per i docenti che hanno ottenuto la Carta tramite contenzioso legale. In passato, la cessazione dal servizio o la cancellazione dalle graduatorie determinava l’estinzione del diritto all’utilizzo delle somme riconosciute in sentenza. Con il D.M. 59/2026 questa regola viene parzialmente superata.

Le somme erogate sulla Carta nell’anno scolastico 2025/2026 in esecuzione di sentenze che ne hanno riconosciuto il beneficio sono utilizzabili anche nell’anno scolastico 2026/2027, anche in caso di cessazione dal servizio. Una possibilità non prevista per gli altri beneficiari, per i quali le somme decadono nel momento in cui il rapporto di lavoro termina.

Si tratta di una norma di favore che premia chi ha scelto la via giudiziaria per far valere i propri diritti, garantendo continuità nell’utilizzo del beneficio anche oltre la scadenza del contratto.

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