Ordine di servizio del dirigente scolastico si può rifiutare? Il Punto di De Martino

Orizzonte Scuola

Ordine di servizio del dirigente scolastico, lo ritengo illegittimo, posso rifiutarlo?
“Si rischia l’insubordinazione. Cosa fare in questi casi”.

Il Punto di De Martino
Secondo il legale, il dirigente scolastico dispone di ampi poteri di direzione e organizzazione, ma questi non sono illimitati e devono sempre rispettare la normativa vigente e il contratto di lavoro.

 

Il dirigente è anche datore di lavoro

De Martino ha richiamato l’articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 165/2001, spiegando che il dirigente scolastico non è soltanto il capo d’istituto, ma anche il datore di lavoro del personale scolastico.

“Il dirigente ha il potere di direzione, di organizzazione e controllo come datore di lavoro”, ha spiegato.

Per questo motivo può impartire ordini di servizio che, in linea generale, sono obbligatori per il personale.

“L’ordine di servizio è un atto unilaterale obbligatorio per il personale che rientra nei poteri del dirigente”, ha affermato.

I limiti del potere organizzativo

Tuttavia, il dirigente non può disporre liberamente di qualsiasi attività.

“Ci sono dei limiti”, ha precisato De Martino. “Deve rispettare il CCNL, quindi l’orario di servizio, le mansioni dei docenti, così come la normativa di settore”.

Tra gli esempi citati dal legale vi sono le situazioni che riguardano i docenti di sostegno.

“Ho tantissimi clienti docenti di sostegno che si ritrovano invece a dover fare supplenze che non gli dovrebbero competere”, ha osservato.

Secondo De Martino, quindi, il dirigente possiede “un forte potere organizzativo, ma è fortemente limitato anche dalla normativa”.

Si può rifiutare un ordine di servizio?

La risposta dell’avvocato è netta: no.

“Molto spesso alcuni clienti mi chiedono se si può rifiutare un ordine di servizio. In generale no”, ha spiegato.

Il motivo è che il dipendente non può sostituirsi al giudice nella valutazione della legittimità dell’atto.

“Se tu ritieni che quell’ordine sia illegittimo, non sei tu a decidere se è illegittimo o meno. Potresti anche avere torto”, ha affermato.

Per questo motivo, anche quando il lavoratore è convinto dell’illegittimità della disposizione, il rifiuto diretto può comportare conseguenze disciplinari.

La strada corretta: contestare per iscritto

Secondo De Martino, il comportamento corretto è un altro.

“Quello che si può fare è una rimostranza scritta, un’istanza contro quell’ordine di servizio, specificando quali sono le ragioni e chiedendo una rettifica in autotutela”.

È possibile inoltre formulare la richiesta “con riserva di ulteriori azioni”, nel caso si renda necessario rivolgersi successivamente all’autorità giudiziaria.

Ciò che non si deve fare è rifiutare l’esecuzione dell’ordine.

“Rifiutarsi configura una violazione”, ha sottolineato il legale.

Il rischio dell’insubordinazione

Per De Martino il rifiuto può avere conseguenze particolarmente pesanti.

“Un rifiuto potrebbe trasformarsi in insubordinazione”, ha osservato Bunetto durante la trasmissione.

Una valutazione condivisa dall’avvocato: “Sarebbe un profilo disciplinare grave”.

Il rischio, infatti, è che il dipendente ritenga illegittimo un ordine che successivamente un giudice potrebbe invece considerare corretto.

“Noi possiamo anche essere certi al 100% che quell’ordine di servizio sia illegittimo, ma se poi un giudice lo dichiarasse legittimo ci sarebbe anche l’insubordinazione, con delle conseguenze disciplinari sicuramente gravi”, ha concluso De Martino.

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