Avviati i principali concorsi rimasti in stand by per un paio d’anni causa pandemia, il mondo della scuola attende ulteriori risposte in tema reclutamento docenti. Soprattutto, si aspettano risposte per quel che riguarda la stabilizzazione dei precari, che consenta di ridurre al massimo la piaga della supplentite che affligge la scuola italiana da anno.

Riattivazione dei pas

Assumere i precari consentirebbe da un lato di ridurre il numero di docenti che lavora in situazioni di precarietà, dall’altro di dare risposte importanti agli studenti, impossibilitati a beneficiare della continuità didattica, unica strada per un apprendimento di buon livello.

Le strategie per perseguire questo risultato sono note, ma altrettanto note sono le difficoltà che accompagnano l’ottenimento di un simile risultato. L’abilitazione dei precari potrebbe passare dalla riattivazione dei PAS, il cui principale sponsor è Mario Pittoni. Il senatore leghista ha spesso sottolineato come sia necessaria “una presa in carico con la massima urgenza da parte del ministro dell’Istruzione d’intesa con quello dell’Università, della riattivazione dei percorsi formativi abilitanti all’insegnamento (Pas)“.

Per Pittoni, infatti, “avviare – come sta succedendo – il concorso della scuola secondaria senza riattivare tali percorsi, ha infatti come conseguenza che molti docenti di lungo corso ma precari probabilmente non lavoreranno più. Si rischia cioè la dispersione di un enorme patrimonio d’esperienza oltre che l’ennesima emergenza sociale“.

  • I nostri corsi sono strutturati per accompagnare i corsisti nella preparazione delle prove previste dal bando e dai rispettivi allegati e di fornire una preparazione valida spendibile nel contesto scolastico.

Doppio canale di reclutamento

I sindacati invece spingono per il ripristino del doppio canale di reclutamento: “Il sistema a regime dovrebbe essere il doppio canale: equo, trasparente, rispettoso dell’impegno professionale che per anni un docente precario mette a disposizione della scuola permettendole di funzionare. Non dimentichiamo mai che l’alternativa sarebbe il non funzionamento di un sistema volto a soddisfare un diritto costituzionalmente garantito”, ha spiegato Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola.

Uil Scuola, con il segretario Pino Turi: “In due anni sono stati banditi ben 8 concorsi nei vari ordini di scuola tra straordinari, ordinari, abilitanti, con procedure smart, e qualcun altro è pensato per il futuro. Appena 2 concorsi sono stati portati a termine Serve immettere in ruolo i precari con 36 mesi di servizio e cambiare il reclutamento”.

“Grazie all’operato del sindacato, che ha portato alla raccomandazione del 2021 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, il Governo è stato costretto a inserire dentro il PNR il problema del reclutamento dei precari: c’è scritto che l’Italia deve rispondere all’Europa entro il 2022 sulla questione del precariato. Quindi entro dicembre di quest’anno ci deve essere una riforma ordinaria che elimini la supplentite. Ci batteremo sempre per la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo”, dice Marcello Pacifico, presidente Anief, nel corso della video intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola.

Riforma reclutamento con 60 cfu

C’è poi la riforma del reclutamento sponsorizzata dal ministro Bianchi, che passerebbe dalla necessità di conseguire tramite CFU l’abilitazione all’insegnamento con 60 crediti universitari nel settore pedagogico, di cui 24 tramite tirocinio.

Solo allora si avrà l’accesso ai concorsi semplificati, simili a quelli in corso. Dopo il concorso anno di formazione e prova, con valutazione finale e conferma in ruolo.