È stato pubblicato in Gazzetta il Decreto Legge numero 4 datato 27 gennaio che tra i vari punti prevede uno snellimento delle procedure. Misure molto attese dalle famiglie, che inizieranno a evitare di affollare Asl e farmacie

Un passo in più verso la normalità. In attesa del maxi vademecum che arriverà la prossima settimana, oggi è stato pubblicato in Gazzetta il Decreto Legge numero 4 datato 27 gennaio che tra i vari punti prevede uno snellimento delle procedure per la scuola. La prima novità è relativa allo stop ai tamponi: nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, nel caso della presenza di due postivi in classe, per proseguire la didattica in presenza o per rientrare in aula, basterà la verifica della sola certificazione verde mediante l’app mobile opportunamente aggiornata. Non ci sarà più bisogno di alcuna certificazione dell’Asl o del medico di famiglia per il rientro in classe. Una soluzione adottata per andare incontro al problema della verifica dello stato di vaccinazione (o di avvenuta guarigione) dello studente senza violare alcuna privacy. Ora, come in ogni altro luogo, anche a scuola farà fede il green pass più o meno rafforzato.

Restano per ora invariate parte delle regole per la primaria e l’infanzia. Per i bambini dai cinque ai dieci anni, in caso di un positivo in aula, si resta a scuola ma la misura sanitaria prevede la sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi prima possibile (il T0) dal momento in cui si è stati informati del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni (il T5). Quando si verificano due casi positivi, invece, gli alunni non vaccinati devono andare in quarantena per dieci giorni e fare il tampone per rientrare, mentre gli altri (coloro che hanno fatto il vaccino o che sono guariti da meno di 120 giorni) vanno in regime di auto-sorveglianza per altrettanti dieci giorni ma possono tornare in aula mostrando solo la App. Le famiglie dei bambini, tuttavia, con quest’ultimo Decreto potranno accedere gratuitamente ai test antigenici rapidi, oltre che nelle aziende sanitarie territoriali, anche in farmacia o in strutture convenzionate. Una misura, finanziata con ulteriori 19,2 milioni di euro, che punta a semplificare le procedure a carico delle famiglie.

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Una regola – quest’ultima – che già la settimana prossima potrebbe essere modificata. La richiesta delle Regioni è di annullare totalmente la didattica a distanza per chi si è già ammalato o per chi ha fatto l’iniezione anti Covid, ma al ministero della Salute e al Cts starebbero pensando solo ad una riduzione da dieci a cinque giorni. I tavoli tecnici e legislativi dei ministeri dell’Istruzione e della Salute stanno lavorando ora per ora, alla luce dei dati che arrivano sui contagi e sulle vaccinazioni, per arrivare ad un quadro normativo uniforme a tutti gli ordini di scuola. Intanto, proprio a causa della situazione sanitaria, a viale Trastevere hanno deciso di rinviare il termine delle iscrizioni all’anno scolastico 2022/2023 alle ore 20 del 4 febbraio. Il ministero ha diffuso questa mattina una nota alle scuole con la nuova scadenza, sottolineando che tale decisione è stata presa in considerazione del “protrarsi dell’emergenza” e delle connesse difficoltà che possono aver avuto le famiglie nell’effettuare le iscrizioni.