Scontro sulla Legge di Bilancio e i tagli agli organici

Al centro del dibattito politico e sindacale ci sono le previsioni della manovra finanziaria, che prevede una riduzione di quasi 7.000 posti tra personale docente e ATA (circa 5.000 docenti e 2.000 ATA) legata anche al calo demografico. Mentre i sindacati (come Anief e Cisl Scuola) e le opposizioni denunciano la misura e minacciano mobilitazioni, la maggioranza (tramite esponenti di Fratelli d’Italia) precisa che la riduzione toccherà prevalentemente il potenziamento e il mancato turnover, rassicurando sul fatto che le cattedre curricolari non saranno intaccate.

Scuola, Bucalo sui tagli di quasi 5mila docenti: “Nessuna cattedra curricolare sarà toccata”

La senatrice di Fratelli d’Italia sostiene che la riduzione riguarderà soltanto il potenziamento, attraverso il mancato turnover. Restano da chiarire gli effetti sulla dotazione organica delle scuole.

La riduzione di 4.925 posti docenti prevista dalla Manovra 2027 non interesserà le cattedre curricolari, ma esclusivamente l’organico di potenziamento. A sostenerlo è la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, intervenuta nel confronto politico sulle conseguenze della legge di Bilancio per il personale scolastico. “Lo slogan sul presunto taglio di 7.000 insegnanti nella scuola pubblica è falso sotto il profilo numerico, tecnico e didattico”, dichiara la parlamentare, precisando che l’intervento sarà attuato attraverso la parziale mancata sostituzione dei docenti che andranno in pensione a partire da settembre 2027.

La senatrice esclude quindi licenziamenti ed esuberi e richiama il calo della popolazione scolastica e gli impegni assunti nell’ambito del PNRR per giustificare la revisione degli organici. Il dato previsto dal disegno di legge resta però di 6.974 posti complessivi in meno, suddivisi tra 4.925 docenti e 2.049 unità di personale ATA, a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028.

L’articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio interviene sull’organico dell’autonomia, che comprende posti comuni, di sostegno e di potenziamento, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 63, della legge 107/2015.

La disposizione non individua espressamente nel solo potenziamento i posti da ridurre. Questa destinazione è indicata da Bucalo e dovrà trovare riscontro negli atti che definiranno concretamente la riduzione. Anche nell’ipotesi in cui le cattedre curricolari restassero invariate, una diminuzione del potenziamento inciderebbe sulla dotazione complessiva delle istituzioni scolastiche. I docenti assegnati al potenziamento concorrono infatti alla realizzazione dell’offerta formativa e possono essere impiegati, nel rispetto della normativa, in attività di recupero, approfondimento, ampliamento dei percorsi didattici e sostituzione dei colleghi assenti. La riduzione di questi posti potrebbe quindi limitare le possibilità organizzative degli istituti, pur senza comportare la soppressione delle cattedre destinate all’insegnamento curricolare.

Resta distinta la riduzione di 2.049 posti ATA, che riguarda il personale amministrativo, tecnico e ausiliario e non è compresa nelle rassicurazioni relative alle cattedre. Bucalo respinge infine le contestazioni delle opposizioni: “ancora una volta, ai numeri di fantasia delle opposizioni rispondiamo con la realtà dei fatti e degli atti parlamentari”.

Il punto da verificare sarà dunque la distribuzione effettiva delle riduzioni e il loro impatto sull’organizzazione scolastica. La tutela delle cattedre curricolari, da sola, non esclude una contrazione delle risorse professionali a disposizione delle scuole.

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