Quarantene, mascherine, gite e Dad: come cambia la scuola dopo due anni

Qualche dettaglio deve ancora essere perfezionato, ma la rotta è tracciata: il 31 marzo finisce lo stato di emergenza, e dunque dal primo aprile si entrerà in una nuova fase. Con la scuola a fare da apripista. Dopo due anni segnati da restrizioni, distanziamento, mascherine e quarantene, il mese di aprile aprirà una nuova, attesissima fase. Il cambiamento sarà importante e spaventa la gran parte dei dirigenti, soprattutto alla luce del numero dei contagi, tornato a risalire nelle ultime settimane. Tanto che c’è chi pensa già a circolari ad hoc per limitare le aggregazioni, mantenere l’uso delle mascherine Fpp2 al chiuso e confermare a ricreazione e mensa le regole imposte dalla pandemia per scongiurare eventuali focolai che potrebbero svuota re le classi.

«Siamo chiamati a fronteggiare emergenze quotidiane”, conferma Antonella Lucirino, dirigente delle Mascagni. “Preferisco mantenermi cauta visto che i casi sono in risalita. Quindi non escludo circolari specifiche per limitare i contatti tra studenti e mantenere regole più stringenti”. Con l’ultimo decreto del governo s’imbocca un nuovo sentiero che, passo dopo passo, allenterà le regole su quarantene, Green pass rinforzato (per i docenti ancora la normativa non è chiara), mascherine. La maggiore novità fra quelle che saranno in vigore tra otto giorni l’ha spiegata direttamente Draghi: “Con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto”.

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Ma cosa succederà in concreto? Secondo quanto reso noto dal presidente del Consiglio, verranno meno la didattica a distanza, il sistema a colori e l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto. Lo stato di emergenza terminerà quindi a due anni e due mesi di distanza da quando fu proclamato dall’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Da aprile sarà mantenuta la didattica a distanza solo per i singoli casi positivi e in alcune scuole i dirigenti si sono resi disponibili a mantenerla attiva per gli studenti che hanno mostrato particolari problemi di salute o che sono in cura da specialisti: “Abbiamo deciso di continuare a garantire la dad per alcuni ragazzi che soffrono di particolare problematicità in accordo con la famiglia e i medici”, conferma la dirigente del Livi-Brunelleschii e del Marco Polo, Maria Grazia Ciambellotti. “Negli ultimi giorni abbiamo avuto qualche caso di positività in più rispetto alle scorse settimane, ma tutto sommato credo che quelli in arrivo possano essere cambiamenti utili. Non è chiaro invece cosa accadrà per i docenti e per le sospensioni legate al Green pass, aspettiamo di leggere il decreto pubblicato in Gazzetta”. Non mostra timori il dirigente del Marconi, Paolo Cipriani: “La grande novità riguarderà le quarantene: andranno in isolamento solo i casi positivi e quindi non ci saranno più distinzioni tra vaccinati e non”, spiega.

«Sui docenti aspetto di comprendere meglio il decreto anche se sembra che non ci saranno più le sospensioni, ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna circolare in merito”. Soddisfatti tutti i dirigenti per la decisione di mantener e fino al 15 giugno l’organico Covid: “Resteranno i docenti e il personale Ata assunto per l’emergenza. È una buona notizia per i lavoratori e per le scuole che potranno continuare nelle azioni didattiche e con le attività aggiuntive. Finisce lo stato di emergenza, ma certe precauzioni dovranno essere mantenute”, aggiunge il dirigente del Gramsci Keynes Stefano Pollini. Nei prossimi mesi dunque gli studenti non dovranno più indossare le Ffp2 tranne nel caso di un positivo in classe. In quel frangente per dieci giorni gli alunni saranno costretti ad indossare la mascherina, ma per tutti sarà garantito l’accesso in classe.