A pochi giorni dall’entrata in vigore del super green pass e dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, la Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il conflitto contro la certificazione verde in scuole e università. Si tratterebbe, nello specifico di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dall’avvocato Daniele Granara, in proprio e in qualità di rappresentante di oltre 27mila tra docenti, studenti e membri del personale scolastico e universitario, per l’omesso esame di una petizione presentata alle Camere in cui si chiedeva di non convertire in legge il decreto-legge 6 agosto 2021 n. 111, che ha introdotto l’obbligo di green pass per scuole e Università. 

  • I nostri corsi sono strutturati per accompagnare i corsisti nella preparazione delle prove previste dal bando e dai rispettivi allegati e di fornire una preparazione valida spendibile nel contesto scolastico.

In attesa del deposito dell’ordinanza, in una nota, l’ufficio stampa della Corte costituzionale ha fatto sapere che il conflitto è stato dichiarato inammissibile, sia sotto il profilo soggettivo sia sotto quello oggettivo. I firmatari di una petizione – secondo quanto sostenuto dalla Corte – non sono infatti titolari di una funzione attribuita dalla Costituzione, bensì di un diritto, che mai potrebbe trovare tutela in sede di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

Granara, avvocato amministrativista e docente di Diritto costituzionale all’Università di Genova, aveva scritto presentato lo scorso 1° settembre alla Camera e al Senato la petizione con cui i ricorrenti si opponevano alla conversione del decreto-legge, auspicando che “deputati e senatori riservino alla petizione la considerazione che il gran numero dei sottoscrittori esige. Gli stessi hanno esercitato un diritto loro garantito dalla Costituzione, quale strumento di democrazia diretta, e seguiranno la sua evoluzione secondo le forme e i rimedi costituzionali”, aveva preannunciato. In seguito aveva poi sollevato conflitto di attribuzione di fronte alla Corte per lamentare la mancata discussione dell’atto.