Impegni docenti fuori orario di servizio: le ore extra vanno retribuite

Informazione scuola

Le ore extra vanno retribuite a stabilirlo è il nuovo CCNL.

Formazione, un obbligo retribuito: le novità del contratto scuola 2019-2021.

 

Il contratto collettivo nazionale per il triennio 2019-2021 ha introdotto importanti cambiamenti riguardo la remunerazione della formazione per i docenti svolta al di fuori dell’orario di servizio. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il nuovo accordo e come tutela i diritti dei lavoratori della scuola.

Come stabilito dall’articolo 36, comma 7, le ore di formazione eccedenti l’orario curriculare settimanale e le 40 ore funzionali all’insegnamento devono essere negoziate a livello di istituto e garantire un compenso orario minimo di 19,25 euro lordi. Finora infatti non esisteva una regolamentazione chiara in merito, lasciando spazio ad ambiguità e disparità di trattamento.

  • 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢

Le posizioni dei sindacati

I sindacati sottolineano l’importanza di considerare la formazione un’opportunità di crescita da riconoscere a tutto il personale docente, senza imporre in modo coercitivo. Inoltre, poiché le ore funzionali sono già retribuite con quel compenso, lo stesso dovrebbe valere per le attività formative svolte al di fuori dell’orario di servizio.

Anche secondo il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, è fondamentale che i lavoratori ricevano un’adeguata remunerazione per il tempo dedicato a corsi di formazione, come confermato da due recenti sentenze a loro favorevoli. Nessun sistema legale infatti prevede prestazioni senza compenso: il lavoro va retribuito in proporzione all’impegno richiesto.

In sintesi, il nuovo CCNL fissa regole chiare a tutela dei diritti della categoria, riconoscendo economicamente le ore di formazione svolte in aggiunta all’orario contrattuale e valorizzando così il continuo aggiornamento professionale.

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