GPS prima fascia: più titoli possono far scavalcare docenti con maggiore anzianità

Sempre sul tema delle GPS, MiurIstruzione analizza il problema del peso dei titoli rispetto al servizio.

Un docente con meno anni di insegnamento può infatti precedere un precario storico se possiede un punteggio complessivo superiore grazie a voto di abilitazione, lauree, master, certificazioni linguistiche, CLIL, dottorato e altri titoli valutabili. Il tema è oggetto anche di critica sindacale.

da miuristruzione

Nelle GPS di prima fascia non conta soltanto quanti anni hai insegnato. La posizione è determinata dalla somma di servizio, titolo di accesso e altri titoli valutabili. Per questo un docente appena entrato in prima fascia può trovarsi davanti a un precario che lavora da molti anni.

La tutela dell’anzianità

Un docente “storico” potrebbe avere molti anni di servizio, quindi un punteggio consistente ma pochi titoli aggiuntivi. Invece un docente appena abilitato potrebbe invece avere meno servizio, un voto molto alto nel titolo di accesso, ulteriori lauree o titoli accademici, master/perfezionamenti, certificazioni linguistiche, CLIL, dottorato o assegni di ricerca, altri titoli previsti dalla tabella, eventuali concorsi superati.

Alla fine non esiste un bonus che tutela automaticamente l’anzianità di precariato. Si sommano i punti previsti dalla tabella e chi totalizza di più passa davanti.

Ed è proprio questo che Vulcano della FLC CGIL contesta. Non sostiene che master, certificazioni, titoli universitari ecc. non debbano valere niente. Si pone invece il dubbio se sia corretto che alcuni di questi titoli possano incidere così tanto da permettere a chi ha poca esperienza di superare chi insegna da molti anni.

La sua critica è quindi rivolta soprattutto al peso relativo delle diverse voci della tabella. Secondo il sindacato dovrebbe essere valorizzato maggiormente ciò che è direttamente collegato all’insegnamento: esperienza maturata a scuola e procedure selettive superate.

Il mercato dei titoli

Quando parla di “mercato dei titoli”, inoltre, Vulcano sostiene che il sistema abbia creato un incentivo economico: se alcuni titoli permettono di guadagnare punti, il docente precario è quasi costretto a cercare corsi e certificazioni per non perdere posizioni rispetto agli altri.

C’è poi una seconda questione. Vulcano dice che alla FLC CGIL sarebbero arrivate segnalazioni riguardanti titoli o certificazioni presumibilmente ottenuti in maniera irregolare e parla della possibilità di esposti.

Quindi quando si parla di “precari storici che vengono scavalcati” non significa che l’algoritmo stia facendo qualcosa di strano o che i nuovi iscritti abbiano una precedenza. Significa che la tabella GPS consente a un nuovo ingresso con molti titoli di raggiungere un punteggio complessivo superiore a quello di un docente con parecchi anni di servizio.

Ed è questo il vero punto politico-sindacale: quanto deve pesare il servizio rispetto ai titoli?

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