Il precariato della scuola italiana conta circa 250mila docenti precari che vengono utilizzati ogni anno per coprire cattedre vacanti fino al 31 agosto oppure fino al 30 giugno, ma anche per sostituire i docenti di ruolo che si ammalano o chiedono congedi vari.

Stiamo parlando di circa il 30% di tutti i docenti che ricoprono l’organico dell’autonomia e che diventano essenziali per garantire il diritto allo studio di milioni di studenti e il regolare avvio dell’anno scolastico.

Nonostante i docenti precari siano una preziosa risorsa per il funzionamento delle nostre scuole, i loro diritti sono notevolmente limitati rispetto i colleghi di ruolo, mentre i doveri sono uguali o a volte superiori ai docenti che hanno un contratto a tempo indeterminato.

Algoritmo discutibile

In particolare l’algoritmo ha pienamente fallito, scrive la FLC CGIL sul suo sito, nei seguenti aspetti:

  • l’impossibilità di unire più spezzoni, fino a raggiungere un numero di ore adeguato a garantire un salario dignitoso che consenta alle persone di vivere dignitosamente;
  • l’applicazione errata del sistema delle precedenze, tanto che i docenti specializzati su sostegno sono stati scavalcati persino da chi non ha la specializzazione;
  • la confusione tra riserve (ad es. L. 68/99 connessa all’invalidità civile) e precedenze (ad es. L. 104/92), per cui il software invece di accantonare i posti per i riservisti glieli ha assegnati con priorità assoluta.

In alcune province, gli uffici scolastici provinciali, sono intervenuti a correggere gli errori e a modificare gli errori procurati dall’algoritmo, in altri territori gli errori sono rimasti non corretti e i docenti precari sono rimasti lesi nel loro diritto di avere l’incarico.

Docenti precari senza carta docente

È utile ricordare che la legge 107/2015 all’art.1, comma 121, istituisce la carta elettronica del docente con un bonus di 500 euro per acquistare libri e testi anche in formato digitale, software e hardware, iscrizioni a corsi di aggiornamento, a corsi di laurea o a master e corsi di perfezionamento, abbonamenti teatrali e di cinema, acquisti di biglietti per visite ai musei o agli eventi culturali, soltanto ai docenti di ruolo. Questa norma della legge 107/2015 esclude i docenti precari da un benefit che dovrebbe spettare a tutti gli insegnanti.

fonte: web

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