Settimana decisiva per le assunzioni del 2023. Ipotesi accordo per gli aspiranti presidi che hanno fatto ricorso nel 2017. Per i prof si studia una corsia preferenziale per i precari, ma ci vuole l’ok della Ue

Conto alla rovescia per i precari e per i presidi che avevano fatto ricorso dopo il concorso del 2017: per entrambe le categorie potrebbe arrivare nel Milleproroghe una sanatoria. Se ne è discusso la settimana scorsa al ministero di Viale Trastevere con i sindacati, ma la soluzione ancora non c’è. Le spine vengono dall’attuazione della fase transitoria del reclutamento insegnanti prevista nel piano dell’ex ministro Patrizio Bianchi che ha inserito la riforma del reclutamento tra quelle del Pnrr. Per quest’anno e per il prossimo, in attesa che le università si organizzino per i nuovi corsi previsti per poter aver accesso alla cattedra, è previsto un regime transitorio. Ma il gabinetto Valditara non ha fatto in tempo a completare gli ultimi passaggi per rendere operative le nuove regole e ora sta cercando una nuova soluzione rapida per avere graduatorie più piene per settembre. Non solo gli ultimi concorsi non hanno selezionato un numero sufficiente di docenti (moltissimi bocciati) ma da qualche anno ormai in autunno vengono riempiti non più di un quarto dei posti a tempo indeterminato.

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Le crocette

La prima idea del ministro, che proprio in questi giorni ha cambiato i vertici del ministero congedando Stefano Versari (sostituito con il ritorno di Carmela Palumbo), era quella di un concorso straordinario riservato ai precari con la prova a crocette. Procedura semplificata ma tuttavia troppo lunga per arrivare in sei /sette mesi al completamento del percorso. I sindacati, che hanno fatto blocco comune, hanno proposto un loro vecchio cavallo di battaglia: assumere dalle graduatorie Gps a tempo determinato per un anno durante il quale i nuovi prof devono seguire anche un corso universitario per ottenere i crediti necessari per abilitazione e concorso. Alla fine però niente concorso ma una valutazione in loco del docente. Di questo si è parlato la settimana scorsa, ma se alla procedura non si aggiunge una prova concorsuale, anche semplificata, è difficile che l’Unione europea accetti questa nuova sanatoria per l’ingresso dei precari.

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La soluzione

Più semplice appare il percorso per i presidi reduci dal concorso del 2017. Da anni si trascina la causa intentata da alcuni di loro che erano stati esclusi dalla prova preselettiva (si fa quando i candidati sono più di tre volte il numero di posti disponibili per snellire le procedure). Riammessi in via cautelativa dal Tar, quelli che hanno poi svolto il concorso e lo hanno passato sono ormai di ruolo da almeno quattro anni. Il consiglio di Stato ha dato torto al Tar, ma ha consigliato – anche per evitare sprechi – di trovare una soluzione per mantenere in cattedra questi presidi. La soluzione che potrebbe essere contenuta nel Milleproroghe potrebbe prevedere anche per loro un anno di corso con esame finale per confermare il loro posto. E’ incerto se la procedura riguarderà soltanto coloro che avevano fatto ricorso oppure anche chi ha passato lo scritto e non l’orale, che avrebbe così una opportunità in più di accedere al posto. Per il 2023 è previsto un nuovo concorso che non è però ancora stato bandito.

da corriere.it.

https://www.corriere.it/scuola/secondaria/23_gennaio_23/concorsi-scuola-arrivo-altre-due-sanatorie-prof-presidi-a4457796-9aec-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml