Alunni con DSA: come scegliere strumenti compensativi e misure dispensative
La guida affronta la predisposizione del Piano didattico personalizzato, distinguendo gli strumenti compensativi dalle misure dispensative. Le scelte devono essere coerenti con le esigenze dello studente, con la diagnosi e con le osservazioni didattiche, nel quadro della normativa sui disturbi specifici dell’apprendimento
Fonte: Orizzonte Scuola
Piano didattico personalizzato (PDP) per alunni con DSA: individuare strumenti compensativi e misure dispensative adeguati. Con allegato da scaricare
La scelta degli strumenti compensativi e delle misure dispensative rappresenta uno degli aspetti centrali nella predisposizione di un Piano didattico personalizzato (PDP) per gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Non si tratta di selezionare indistintamente tutte le misure disponibili, ma di individuare quelle effettivamente necessarie, tenendo conto della diagnosi e delle osservazioni dei docenti. I riferimenti normativi sono rappresentati dalla Legge n. 170 del 2010, dal Decreto ministeriale n. 5669 del 2011 e dalle relative Linee guida, che chiariscono finalità e criteri di applicazione degli interventi.
Strumenti compensativi: quali scegliere
Le Linee guida allegate al Decreto ministeriale n. 5669 del 2011 definiscono, al paragrafo 3,gli strumenti compensativi come strumenti didattici e tecnologici che «sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria». Tra questi rientrano: la sintesi vocale, che trasforma la lettura in ascolto; il registratore, che consente di evitare la presa di appunti; i programmi di videoscrittura con correttore ortografico, che facilitano la produzione scritta; la calcolatrice, che supporta le operazioni; tabelle, formulari e mappe concettuali, che agevolano il recupero e l’organizzazione delle informazioni.
Tali strumenti non semplificano il compito dal punto di vista cognitivo, ma consentono all’alunno di concentrarsi sugli apprendimenti, compensando le difficoltà connesse al disturbo.
La scelta deve partire dall’analisi delle abilità di lettura (velocità, correttezza e comprensione), scrittura (grafia, errori e produzione) e calcolo (mentale e scritto), integrando gli elementi della diagnosi con le osservazioni effettuate in classe. Ad esempio, una lettura particolarmente lenta può suggerire l’impiego della sintesi vocale, mentre difficoltà nel recupero dei dati numerici possono rendere opportuno l’utilizzo della calcolatrice. È inoltre necessario verificare che l’alunno conosca gli strumenti e sappia utilizzarli, prevedendo, quando necessario, un percorso di accompagnamento verso una maggiore autonomia.
Misure dispensative: quali prestazioni evitare
Le misure dispensative hanno una funzione diversa ovvero, ai sensi delle Linee guida, consentono all’alunno di «non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento». Possono riguardare, in relazione alle effettive necessità, la lettura ad alta voce, la scrittura sotto dettatura, la copiatura dalla lavagna, la presa di appunti o lo studio mnemonico di formule, tabelle e definizioni. Sul piano organizzativo, possono inoltre essere valutati adattamenti relativi alla quantità dei compiti, alla programmazione delle verifiche e alla loro distribuzione, evitando, ove possibile, più prove valutative in tempi ravvicinati.
Le Linee guida prevedono anche la possibilità di concedere tempi aggiuntivi, indicando come riferimento ragionevole, in assenza di indici più precisi, il 30% in più, oppure di ridurre il materiale di lavoro mantenendo contenuti disciplinari significativi.
Il Consiglio di classe o il Team dei docenti deve quindi specificare nel PDP, per ciascuna disciplina o area, gli strumenti e le misure adottati, le strategie metodologiche e le modalità di verifica e valutazione, assicurandone la concreta applicazione durante l’anno scolastico. La scelta deve essere proporzionata all’effettiva incidenza del disturbo, evitando obiettivi di apprendimento e percorsi immotivatamente facilitati.
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ALLEGATO Piano didattico personalizzato (PDP) per alunni con DSA




