Adempimenti scuola dal 1° settembre: cosa devono fare i docenti nei primi giorni?
Di Claudia Scalia, Scuola Informa
Cosa devono fare i docenti dal 1° settembre: presa di servizio, collegio docenti, piano annuale delle attività. Guida pratica ai primi giorni.
Il 1° settembre segna per la scuola italiana l’avvio ufficiale dell’anno scolastico e, per gli insegnanti, l’inizio di una serie di impegni che precedono le lezioni vere e proprie. Non tutti i docenti hanno gli stessi obblighi in questa data: chi cambia scuola o situazione contrattuale ha adempimenti diversi da chi resta nell’istituto dell’anno precedente. Capire cosa succede giorno per giorno, dalla presa di servizio al collegio docenti, aiuta a evitare confusione proprio nei giorni in cui la macchina organizzativa delle scuole è più intensa. Vediamo nel dettaglio chi deve presentarsi, quando e per quali attività.
Adempimenti scuola: presa di servizio, chi è obbligato e cosa serve
La presa di servizio riguarda solo una parte del personale docente: chi ha ottenuto un’immissione in ruolo, un trasferimento, un’assegnazione provvisoria, un’utilizzazione o una nomina a tempo determinato che decorre dal 1° settembre. I docenti che restano nella stessa scuola dell’anno precedente non hanno questo adempimento, perché il loro rapporto di lavoro prosegue senza soluzione di continuità.
L’atto formalizza l’inizio del rapporto di lavoro, ma non coincide necessariamente con la firma del contratto, che le segreterie possono predisporre anche una decina di giorni dopo.
Collegio dei docenti e attività funzionali: un obbligo distinto
Qui sta un punto spesso frainteso: non avere l’obbligo di presa di servizio non significa essere esonerati da ogni impegno il 1° settembre. Se in quella data risultano già convocati il collegio dei docenti o altre riunioni previste dal piano annuale delle attività, la presenza resta dovuta per tutti, compresi i docenti già in servizio nella scuola l’anno precedente. In questo caso l’obbligo non nasce dalla presa di servizio ma dalla partecipazione agli organi collegiali, disciplinata dal contratto.
Cosa prevede il contratto sulle attività collegiali
Con il nuovo CCNL, la materia delle attività collegiali è regolata dall’articolo 44 (che ha sostituito il precedente articolo 29 del contratto 2007) e comprende le riunioni del collegio dei docenti, la programmazione e verifica di inizio e fine anno, i consigli di classe, di interclasse e di intersezione, oltre ai gruppi di lavoro per l’inclusione. Il tetto complessivo resta di 40 ore annue per il collegio e le sue articolazioni, più altre 40 ore per i consigli di classe: le riunioni svolte nei primi giorni di settembre, prima dell’avvio delle lezioni, rientrano già in questo monte ore. Il piano annuale delle attività, che stabilisce calendario e numero degli incontri, viene predisposto dal dirigente scolastico sulla base delle proposte degli organi collegiali e deliberato dal collegio dei docenti stesso.
Cosa succede nei giorni tra il 1° settembre e l’avvio delle lezioni
Nel periodo che intercorre tra la presa di servizio (o il collegio d’apertura) e il primo giorno di scuola per gli studenti, i docenti non hanno un orario di insegnamento da rispettare, ma restano impegnati nelle attività funzionali previste dal piano: incontri dipartimentali per la programmazione didattica, collegi dedicati all’organizzazione dell’anno, eventuale preparazione delle aule insieme ai colleghi. In questa fase il collegio approva anche gli elementi che definiscono l’offerta formativa dell’anno: l’analisi del contesto scolastico, le scelte curricolari, le attività extracurricolari, i criteri generali di valutazione degli alunni e, dove previste, le uscite didattiche.




