Ai docenti italiani mancano 1.000 euro nello stipendio rispetto alla media Ue e la possibilità di carriera, in Germania e Olanda prendono il doppio: impietosi numeri Ocse

I dati OCSE evidenziano il divario retributivo degli insegnanti italiani rispetto alla media europea e le difficoltà legate al potere d’acquisto.

📰 Fonte: La Tecnica della Scuola

C’è anche un capitolo dedicato agli stipendi percepiti dai docenti nel report OCSE Education at a Glance (2026): a causa dell’imperversare di guerre internazionali e dell’inflazione, i salari hanno subito dei cali generalizzati e diventati negli anni anche pressoché strutturali. Il problema è che l’Italia rientra tra i paesi OCSE in cui gli stipendi effettivi dei docenti sono diminuiti in termini reali di oltre il 3% a tutti i livelli di istruzione tra il 2015 e il 2025.

Il risultato di questo andamento a perdere, ha portato – tra l’anno 2015 e il 2025 – i compensi d’ingresso per la scuola secondaria di primo grado in discesa di addirittura del 10%.

La crisi ha investito anche la cosiddetta “soddisfazione salariale”: la percentuale di insegnanti soddisfatti della retribuzione risulta oggi inferiore di oltre 40 punti percentuali rispetto a quella relativa alle condizioni generali di lavoro.

Le retribuzioni dei docenti italiani “drammaticamente schiacciate sul basso”

Secondo la Flc-Cgil “le retribuzioni degli insegnanti italiani rimangano drammaticamente schiacciate verso il basso, sia nei livelli d’ingresso sia nelle prospettive di progressione salariale lungo l’intero arco della vita lavorativa. Tale penalizzazione non solo posiziona l’Italia ai margini delle graduatorie dell’Unione Europea, ma svaluta la professione anche nel confronto interno con i lavoratori in possesso di pari livello di istruzione terziaria”.

Il sindacato guidato da Gianna Fracassi ha realizzato degli esempi reali in ogni corso d’istruzione. Per comprendere a pieno la difficile condizione retributiva della categoria, il quadro più realistico è quello dei docenti della scuola media con 15 anni di servizio.

 

Dal report OCSE Education at a Glance 2026 risulta che “l’Italia si stacca in peggio dalla media Ue di oltre 1.000 euro al mese: gli insegnanti italiani già a meno di metà carriera percepiscono infatti ben 12.509 $ PPA in meno”.

 

“La distanza – scrive il sindacato – diventa incolmabile se raffrontata con alcuni Paesi di particolare rilevanza: la Francia si attesta a 54.778 $ PPA (+4,11% rispetto all’Italia), la Spagna a 77.440 $ PPA (+47,19%), fino ad arrivare ai vertici rappresentati da Germania (111.804 $ PPA, +112,50%) e Paesi Bassi (115.235 $ PPA, +119,02%), dove gli stipendi risultano più che doppi rispetto a quelli italiani”.

Anche se si fa il confronto in euro, sottolinea la Flc-Cgil, ciò che “emerge conferma un netto e costante svantaggio per i docenti italiani in tutti i gradi di istruzione, evidenziando forti criticità sia nei livelli retributivi d’ingresso sia nelle prospettive di crescita economica nell’arco dell’intera carriera lavorativa”.

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