Stop ai concorsi scuola per un anno: la strategia del Ministero per svuotare gli elenchi regionali
16 Agosto 2026 di Ilaria Staffulani miuristruzionescuola
L’impegno preso dal ministero nei mesi passati di rallentare o addirittura sospendere i nuovi concorsi scuola per dare spazio alle assunzioni da graduatorie è concreto. Ma cosa accadrà davvero nei prossimi mesi? L’inizio del nuovo anno scolastico, ormai alle porte, coincide con la fase post Pnrr, quella in cui finalmente governo e ministero potrebbero beneficiare di maggiore autonomia decisionale dopo i tre concorsi ravvicinati degli ultimi anni che non hanno però contribuito a snellire le graduatorie, anzi.
Gli accordi con l’Ue
Siamo comunque al cospetto di tanti vincitori del Pnrr 3 che dovranno aspettare i prossimi anni per essere assunti. Il bando dell’ultimo Pnrr, infatti, è andato ben oltre a livello numerico sia rispetto agli accordi presi con Bruxelles sia rispetto alle reali possibilità assunzionali in vista delle immissioni in ruolo 2026. Il diritto dei vincitori a essere assunti non viene meno, ma ci sarà inevitabilmente da aspettare.
Nel frattempo, si torna a parlare con insistenza di doppio canale di reclutamento considerato che negli ultimi anni il canale dei concorsi si è rivelato insufficiente e inadeguato a svuotare le graduatorie Gps costringendo migliaia di docenti con servizio ed esperienza al precariato, condannando scuola e studenti, soprattutto sul sostegno, alla discontinuità didattica inevitabile con così tani supplenti.
Ecco perché il ministero pensa adesso seriamente a una pausa nei nuovi concorsi che permetterebbe peraltro lo scorrimento degli idonei già presenti negli elenchi regionali, nuovo canale straordinario di assunzione in ruolo affiancato per la prima volta quest’anno a scorrimento prima fascia gps sostegno e mini call veloce.
La sospensione dei concorsi
Lo sostiene il sindacato Asset Scuola. Con la sospensione dei concorsi, il ministero otterrebbe il risultato di scongiurare l’accumulo continuo di nuove graduatorie.
La sospensione o il blocco dei concorsi non sarebbe necessariamente totale, ma potrebbe limitarsi alle classi di concorso nelle quali figurano molti candidati idonei. Il sindacato sostiene che il ministero stia pensando anche a fermare per un anno nuovi bandi per le graduatorie abbastanza capienti.
Non ci sono provvedimenti ministeriali ufficiali in tal senso, ma è uno scenario plausibile come dimostra anche l’impegno preso dal Governo nell’ambito dell’ultima legge di Bilancio.
Se gli elenchi regionali sono stati un primo passo importante verso l’apertura nei confronti di nuovi canali di reclutamento, il fatto che il ricorso ad essi per il momento sia ancora residuale fa capire come non sia ancora sufficiente.
Con nuovi concorsi, si proverebbe ad assorbire idonei delle procedure precedenti creandone al tempo stesso di nuovi. Fermando invece i nuovi bandi consentirebbe di concentrare le assunzioni sulle graduatorie già esistenti e sugli elenchi regionali.




