Classifica Censis delle Università

di Giuseppina Bonadies, Orizzonte Scuola

 

Classifica Censis delle Università, Padova (91,2) e Bologna (87,8) guidano i mega atenei statali. La Sapienza di Roma sale al terzo posto superando Pisa. I dati.

Il Censis ha reso pubblica l’edizione 2026/2027 della classifica dedicata alle università italiane.

I ricercatori valutano ogni anno gli atenei statali e privati misurando i servizi offerti, le borse di studio, le strutture a disposizione degli studenti, la comunicazione digitale, l’occupabilità e il grado di internazionalizzazione. Oltre a stilare le graduatorie, lo studio traccia anche il profilo dei nuovi iscritti, identificandone la provenienza scolastica.

Immatricolazioni e provenienza degli studenti

Le immatricolazioni agli atenei tradizionali registrano un incremento del 19,8% negli ultimi dieci anni. I dati provvisori per l’anno accademico 2025-2026 indicano un ulteriore +0,9%. Le sedi del Centro Italia guidano le iscrizioni accogliendo il +2,3% di nuovi studenti, seguite dal Nord-Ovest (+0,8%) e dal Nord-Est (+0,4%). Chiudono i dati geografici gli atenei nel Sud e nelle Isole, fermi allo +0,2%.

Tra i neo iscritti, il 57,9% ha un diploma di liceo, con una schiacciante maggioranza proveniente dal liceo scientifico (28,6%). Arrivano invece dagli istituti tecnici il 22,3% delle matricole. Spicca il dato sui ragazzi che escono dagli istituti professionali: oggi sono il 7,3%, in aumento rispetto al 5,5% registrato dieci anni fa.

I giovani iscritti con un diploma estero raggiungono il 6,7%, quasi il triplo in un decennio. I flussi arrivano soprattutto dall’Asia (30,6%) e dall’Africa (28,3%, quasi raddoppiati rispetto all’anno accademico 2015-2016). Le nazioni maggiormente rappresentate sono Turchia (10,8%) e Tunisia (9,5%), mentre i corsi più frequentati restano economia (28,6%) e le professioni medico-sanitarie (13,5%).

Le classifiche dei mega e dei grandi atenei statali

La graduatoria dei mega atenei statali (le strutture con oltre 40.000 iscritti) vede confermarsi in vetta l’Università di Padova, prima assoluta con un punteggio di 91,2. Al secondo posto troviamo l’Università di Bologna con 87,8 punti. Subito dietro c’è una novità rilevante: la Sapienza di Roma (86,0) scala la classifica e conquista la terza posizione, facendo scivolare l’Università di Pisa (85,5) al quarto posto. Perdono terreno anche la Statale di Milano (85,3) e l’Università di Firenze (84,7), che scendono rispettivamente al quinto e sesto posto. Nelle retrovie chiude l’Università di Napoli Federico II (74,2), in ultima posizione dietro all’Università di Bari (79,7).

Spostandoci sui grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 studenti), il primo premio va all’Università della Calabria, che si impone con un solido 91,7 superando l’Università di Pavia ferma a 90,2. Sul terzo gradino del podio sale l’Università di Cagliari (88,5), protagonista di un balzo in avanti di due posizioni che le permette di staccare l’Università di Parma (88,3) e l’Università di Perugia (86,7). Scendendo lungo la lista si fa notare il salto dell’Università di Chieti e Pescara, che guadagna ben sei posizioni piazzandosi ottava a pari merito con i suoi 84,2 punti. Fanalino di coda l’Università di Catania, quindicesima con 79,2 punti.

I risultati per atenei medi, piccoli e Politecnici

L’Università di Sassari (93,2) strappa la prima posizione tra i medi atenei statali (tra 10.000 e 20.000 iscritti) scalando ben tre piazze. Al secondo posto resiste l’Università Politecnica delle Marche (92,8). Medaglia di bronzo condivisa per l’Università di Trento e l’Università di Udine, appaiate a quota 92,7 punti. Tra le ascese più evidenti in questo gruppo spicca l’Università del Salento, che guadagna sei posizioni e si piazza settima (86,8). Chiude la lista l’Università Magna Graecia di Catanzaro con 78,8 punti.

Per i piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) regna incontrastata l’Università di Camerino con un punteggio di 95,3. Molto distaccata, in seconda posizione, c’è l’Università di Cassino (87,3). Sale al terzo posto l’Università Mediterranea di Reggio Calabria (86,0). La speciale classifica dedicata ai Politecnici vede invece il trionfo assoluto del Politecnico di Milano, che sfonda il tetto dei cento punti arrivando a 100,8. Seguono il Politecnico di Torino (94,8), il Politecnico di Bari (85,7) e lo Iuav di Venezia (83,7).

Il panorama degli atenei non statali

La ricerca del Censis esamina nel dettaglio anche le sedi private. Tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) la LUISS di Roma domina la scena con 95,8 punti. Al secondo posto si piazza la Bocconi di Milano (92,6), seguita a notevole distanza dall’Università Cattolica (79,0).

Nelle strutture di medie dimensioni la prima classificata è la LUMSA di Roma (89,2), davanti alla IULM di Milano (83,8). Fanno il loro primo ingresso in questa categoria l’Università Kore di Enna (80,0) e l’Università di Milano San Raffaele (75,4). Nei piccoli atenei non statali vince la Libera Università di Bolzano (95,8), incalzata dall’Università Campus Biomedico di Roma (92,4) e dalla LIUC Cattaneo (90,6).

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