Ondata di caldo, circolare sul dress code contro corrente: ds invita ad indossare “abiti freschi” e a bere liquidi
da La tecncia della scuola
Di solito, con l’arrivo del caldo, i dirigenti scolastici tendono ad emanare circolari relative al dress code in cui ricordano a studenti e famiglie che a scuola non si dovrebbero indossare abiti succinti o da spiaggia, come canottiere, shorts, gonne, ciabatte.
La circolare
In questi giorni di forte caldo, però, una dirigente a capo di un istituto comprensivo friulano ha fatto l’opposto: come riporta Il Piccolo, in una circolare ha invitato a vestire gli alunni “con abiti freschi” e ai docenti ad assicurare che questi assumano acqua a sufficienza.
Si chiede anche allo stesso personale di assumere liquidi o integratori alimentari. Inoltre si invitano i genitori che ne abbiano la possibilità e che lo ritenessero opportuno a ritirare gli alunni al termine della quinta ora.
Le scuole sono pronte a stare aperte con forte caldo?
Le scuole sono pronte ad accogliere gli studenti con temperature altissime? Già a fine maggio insegnanti e studenti hanno letteralmente boccheggiato: in molte città si sono superati i 30 se non 35 gradi.
Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

I dati Ocse
In un dossier Ocse dello scorso marzo, ripreso da La Repubblica, dal titolo “Quali saranno i probabili impatti dell’aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?” si parla proprio di questo.
Le alte temperature influenzano l’apprendimento in modo diretto, peggiorando il benessere e le prestazioni cognitive, e indiretto, causando interruzioni nelle lezioni. Studi condotti sui dati PISA dimostrano che il caldo riduce i risultati dei test; ad esempio, ogni giorno supplementare sopra i 26,7°C riduce i punteggi degli studenti. La mancanza di aria condizionata aggrava queste perdite, specialmente per gli studenti più svantaggiati.
Molti sistemi scolastici, c’è scritto nel dossier, stanno modificando orari e calendari per ridurre l’esposizione degli studenti al calore. Le misure includono la chiusura delle scuole (che però dovrebbe essere l’ultima risorsa per evitare perdite di apprendimento) e lo spostamento delle vacanze estive.
Il dossier lancia un allarme: entro il 2050 le giornate calde potrebbero aumentare così tanto da avere grossi effetti negativi nell’apprendimento.
Il sondaggio
Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.
Dal sondaggio emerge chiaramente che determinate “abitudini scolastiche”, consolidate nel tempo, sembrano dure a morire: per oltre il 70% dei docenti, infatti, non bisognerebbe “spalmare” la pausa didattica nel corso dell’anno evitando di concentrarla solo in estate, così come aveva suggerito l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo anche di avere concordato la proposta con il titolare del Mim Giuseppe Valditara (il quale però ha precisato di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026).
