Nuove Indicazioni: in vigore nel prossimo decennio
di Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola
Nuove Indicazioni: entreranno in vigore per tutti agli inizi del prossimo decennio
e magari a quel punto non saranno più molto nuove.
Arrivati al mese di maggio, nella scuola si respira aria scrutini, di esami, di nuove classi e di nuovi progetti di lavoro per il prossimo anno.
Ma questa volta le attese per il prossimo anno sono particolarmente vive.
Le novità più rilevanti riguardano la scuola primaria nella quale cambieranno in modo significativo le Indicazioni nazionali, anzi i programmi scolastici, come spesso affermano il ministro Valditara e molti dei sui collaboratori.
In questo caso i cambiamenti si dovrebbero vedere fin dalle classi prime dove dovrebbe diventare “obbligatorie” le letture dell’epica classica, lo studio delle poesie a memoria e l’uso del corsivo.
Ovviamente il termine “obbligatorio” lascia un po’ il tempo che trova perché conti fatti a stabilire l’effettiva programmazione delle attività didattiche saranno docenti, consigli di classe e collegi dei docenti.
Il rischio potrebbe essere però un altro: nelle scuole potrebbero crearsi “schieramenti” e “comitati” di insegnanti che chiederanno ai dirigenti scolastici di “vigilare” sul rispetto delle “regole” (reali o presunte). Il rischio dell’esplosione di un contenzioso all’interno delle scuole non è da sottovalutare, anche se poi, per la verità, va anche detto che gli ispettori in grado di effettuare verifiche e controlli sarebbero numericamente del tutto inadeguati.
Nulla di particolare dovrebbe cambiare invece nelle scuole dell’infanzia perché, in merito, le nuove Indicazioni non prevedono nulla di particolare.
Novità importanti si annunciano invece nella scuola secondaria di primo grado dove potrebbe prendere avvio la sperimentazione dell’insegnamento del latino.

“Qualora non siano presenti nell’organico dell’autonomia insegnanti in possesso di specifiche competenze- chiarisce la Capo Dipartimento – potranno essere stipulate convenzioni con istituti di istruzione secondaria di secondo grado che erogano l’insegnamento del latino”.
L’ipotesi è indubbiamente interessante anche perché potrebbe aprire la strada ad altre forme di convenzione fra ordini di scuole diversi. Ma questo, ovviamente, molto in teoria perché poi nella pratica i problemi da affrontare e risolvere non sono pochi: ma siamo sicuri che un docente di lettere classiche di liceo sia poi in grado di insegnare il latino a un ragazzino di 12 anni? Secondo una impostazione “gentiliana” chi conosce il latino lo può insegnare; ma i pedagogisti, che riprendono un vecchio detto di Jaen Jacques Rousseau, sostengono che per insegnare il latino a Giovannini bisogna anche sapere come funziona le mente di Giovannino (che non è esattamente la stessa di un ragazzo di liceo).
E poi c’è una questione pratica ancora più importante: ma i costi delle convenzioni con altre scuole chi li coprirà?
Per quanto concerne la secondaria di secondo grado tutto rimarrà fermo, perché le Indicazioni pubblicate nei giorni scorsi sono ancora soltanto una bozza e quindi per lo studio di Dante e dei Promessi Sposi per ora non cambierà assolutamente nulla.
Nel primo ciclo, quindi, l’adozione delle nuove Indicazioni inizierà ufficialmente con l’anno scolastico 2026/2027. L’avvio sarà immediato per tutte le sezioni della scuola dell’infanzia, mentre per la primaria e la secondaria di primo grado la transizione sarà graduale, partendo dalle classi prime.
Le istituzioni scolastiche dovranno aggiornare il proprio Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) e i criteri di valutazione entro l’avvio del 2026/2027, garantendo che anche i libri di testo siano adeguati ai nuovi standard.
A conti fatti le Indiciazioni saranno applicate in tutte le classi solo a partire dal 2031/32, in quanto partire dal 2026/27 i cambiamenti riguarderanno solo le classi prime.
Per quanto riguarda la secondaria di primo grado si andrà a regime a partire dal 2030/31.
Per le “superiori” si inizierà, nel migliore dei casi nel 2027/2028 e si terminerà nel 2031/32.
I primi diplomati secondo il nuovo corso potrebbero arrivare all’Università o ai corsi post-dipoloma nel 2032.
Per supportare questa fase, il Ministero ha previsto specifiche misure di accompagnamento e formazione per dirigenti e docenti.
E’ anche possibile che in tutti gli ordini di scuola, ma soprattutto all’infanzia e nel primo ciclo, le istituzioni scolastiche promuovano proprio attività di formazione e aggiornamento per i docenti.
