Scuola, aumenti salariali e arretrati: cosa cambia nel 2026

di Erminia Rota, ItaliaOggi

Il rinnovo del contratto scuola porterà incrementi salariali e arretrati per docenti e personale Ata. La firma del contratto è prevista per aprile, con aumenti medi lordi fino a 185 euro mensili.

 

Il tavolo negoziale all’Aran di martedì 24 marzo 2026 segna una tappa determinante per firmare l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del triennio 2025-2027. Il terzo rinnovo dell’attuale esecutivo, per un aumento a regime di oltre 400 euro mensili.

La riunione odierna mira a definire l’anticipazione economica, un passaggio procedurale che si inserisce nella sequenza dei rinnovi già sottoscritti il 18 gennaio 2024 e il 23 dicembre 2025.

Gli aumenti previsti dalla legge di bilancio 2025
Non si tratterà di un rinnovo normativo pieno, ma di una manovra di protezione del potere d’acquisto: prima l’ok alla parte economica e poi la firma del resto del contratto.

Anche la definizione dei criteri per la valorizzazione dei compensi per il middle management, per i docenti tutor e orientatori. Il clima che si respira è quello delle grandi occasioni negoziali: una vera e propria rincorsa verso la firma definitiva del 1° aprile. La posta in gioco, si misura in cifre: la legge di bilancio 2025 ha fissato per i rinnovi un incremento complessivo del 5,4%. Tradotto concretamente in busta paga, questo parametro porta ad aumenti medi lordi mensili di circa 143 euro per i docenti e 104 euro per il personale Ata. Per i docenti: l’aumento medio oscilla dai 110,16 euro per i neoassunti dell’infanzia e primaria fino ai 185,38 euro per i laureati della secondaria con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata il valore medio di 104 euro varia dagli 85,77 euro per i collaboratori a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera.

Rispetto ai livelli stabiliti dal precedente contratto del 23 dicembre 2025 per un docente laureato della secondaria con la massima anzianità lo stipendio annuo lordo, calcolato senza la tredicesima, passa, dal prossimo anno, da 38.505,47 euro a 39.953,75 euro. Diversamente un docente laureato neoassunto partirà da un tabellare annuo di 25.699,16 euro. Per i profili di funzionario in fascia apicale, l’aumento tabellare raggiunge i 194,57 euro.

Il recupero degli arretrati e le tranche di pagamento
A queste somme va aggiunta la rideterminazione delle indennità fisse che sono una parte fondamentale della retribuzione professionale, ma non si aggiornano subito e verranno rideterminate solo a partire dal 1° gennaio 2027 per tutto il personale.

Dato che il nuovo contratto copre il periodo che parte dal 1° gennaio 2025, l’annunciata firma di aprile farà scattare il diritto a recuperare quanto non percepito lo scorso anno. In un’unica soluzione, se tutto andrà bene già in estate, i dipendenti della scuola riceveranno una somma che comprende le 13 mensilità della prima tranche di aumenti prevista per l’intero 2025. Prendendo come riferimento la fascia d’ingresso, da 0 a 8 anni di lavoro, un collaboratore scolastico vedrà il proprio stipendio salire di 29,93 euro al mese per tutto il 2025, passerà a 59,87 euro dall’inizio di quest’anno e arriverà a 85,77 euro nel 2027.

Con la firma del CCNL il collaboratore riceverà un pacchetto di arretrati lordi di circa 568,70 euro. Discorso simile per l’assistente tecnico o amministrativo: l’aumento a regime dal 2027 sarà di 95,61 euro mensili, ma dovrà aspettare il 1° gennaio di quell’anno per vedere anche l’indennità fissa (il Cia) salire di 4,80 euro, arrivando a un totale di 102,60 euro al mese. Per un docente laureato della secondaria, partiamo da una base di circa 41,61 euro lordi in più per ogni mese del 2025.

Al docente spetterà anche la differenza tra lo stipendio vecchio e quello rideterminato vecchio e quello rideterminato con la seconda tranche che parte dal 1° gennaio 2026 per i mesi di gennaio, febbraio e marzo.

Focus su infanzia, primaria e docenti di ruolo
Una volta smaltiti gli arretrati, lo stipendio mensile ordinario verrà aggiornato stabilmente al valore della seconda tranche. Per una maestra o laureata in Scienze della formazione primaria che ha appena iniziato a insegnare, fascia 0-8 anni, il nuovo contratto prevede l’aumento mensile di 38,44 euro per il 2025 e di 76.89 euro per il 2026. Questo significa che la maestra riceverà circa 730,39 euro lordi di arretrati. Guardando al futuro, dal 1° gennaio 2027 lo stipendio salirà complessivamente di 110,16 euro mensili, a cui si aggiungerà il piccolo ritocco della Rpd che passerà a 210 euro per chi ha meno di 14 anni di anzianità.

Per un professore laureato della secondaria, con oltre 35 anni di servizio l’aumento tabellare è il più corposo, arriva a 185,38 euro mensili nel 2027. Gli arretrati che percepirà ad aprile 2026 saranno consistenti, circa 1.229.17 euro lordi, a cui si sommerà nel 2027 l’aumento della Rpd che salirà a 328 euro mensili. Il picco massimo di incremento mensile lordo dello stipendio tabellare, a regime dal 1° gennaio 2027, si registra per i funzionari ed elevata qualificazione, categoria che include i Dsga, che hanno superato i 35 anni di servizio. L’aumento mensile lordo è di 194,57 euro per 13 mensilità a cui si aggiunge l’adeguamento del compenso individuale accessorio pari a 5,40 euro mensili e l’indennità di direzione, solo per Dsga.

Per i direttori dei servizi generali e amministrativi si incrementa la parte fissa di 112,20 euro annui, circa 9,35 euro al mese. La scelta politica è scontata: si è deciso di dare priorità ai soldi subito, rimandando la complessa partita normativa a una fase successiva. Questo sdoppiamento del contratto non è casuale: se la parte economica serve a spegnere l’incendio dell’inflazione, quella normativa diventerà il vero terreno di scontro della prossima campagna elettorale.

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