Repubblica affronta oggi il tema dell’obbligo vaccinale che scatterà per la scuola e la polizia dal prossimo 15 dicembre. Molti non hanno intenzione di “arrendersi”. E sono pronti a utilizzare ogni stratagemma per evitare di sottoporsi all’inoculazione del vaccino.

Ricorsi e strategie varie

“Cercherò di temporeggiare”, racconta una docente di matematica in una scuola media di Lanciano “questo vaccino non mi dà garanzie di sicurezza ed efficacia, sono pronta a rimanere senza stipendio, almeno per un po’. Ma confido nel ricorso” perché la sospensione del servizio sarebbe “incostituzionale”.

La strategia per temporeggiare prevede di pretendere dal Ds una raccomandata per la regolarizzazione, ritirarla dopo un mese e rispondere dopo cinque giorni. Senza considerare che la raccomandata inviata alla residenza anagrafica del destinatario e da questi non ritirata si considera ugualmente valida, con ogni effetto legale conseguente.

I numeri dei non vaccinati nella scuola

Secondo la Repubblica, i non vaccinati nella scuola sarebbero tra i 60 ed i 70.000, ovvero 6% del totale. Secondo i dirigenti scolastici il problema scoppierà dopo le vacanze di Natale. Intanto però già stanno arrivando richieste di sospensione dall’insegnamento per fare un altro lavoro e di collocazione in Dad. Tra i non vaccinati c’è chi rischia il divorzio “Mia moglie mi minaccia ma non rinuncio alla mia libertà”.

fonte: web

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