Sostegno, arriva il “docente per l’inclusione”

di Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola

Il docente di sostegno cambia nome e diventa “docente per l’inclusione”,
va avanti alla Camera il ddl della Lega.

 

I deputati della Lega presenti in Commissione Cultura della Camera non nascondono il loro entusiasmo per l’approvazione del disegno di legge che cambia la denominazione di “insegnante di sostegno” in “insegnante per l’inclusione”.
Lo ha annunciato la deputata della Giovanna Miele prima firmataria del ddl, affermando: “Orgogliosa che siamo giunti all’approvazione di questa misura in commissione e mi auguro che l’iter possa proseguire spedito. E’ un intervento che guarda con attenzione al lavoro e all’impegno di chi svolge un ruolo essenziale all’interno dei nostri istituti scolastici. Al punto che ho voluto che fosse inserita nel testo la promozione della formazione per il potenziamento nelle competenze dei docenti curriculari anche nelle didattiche inclusive. Il passaggio da docente di sostegno a docente per l’inclusione è non un atto banale ma un segnale importante nei confronti di questi professionisti”.

Il ddl risale ai mesi scorsi e molto se ne è parlato soprattutto da quando la Commissione Cultura aveva iniziato ad esaminarlo.

Per la verità molti esperti della materia hanno espresso giudizi poco lusinghieri:  “Sinceramente – ha detto più volte Evelina Chiocca, docente nei corsi di specializzazione per il sostegno e presidente del Coordinamento italiano insegnanti di sostegno – dubito seriamente che ‘cambiare una denominazione’ possa, quasi fosse una magia, estirpare fenomeni come la delega o la deresponsabilizzazione o le cattive prassi, di cui troppo spesso i genitori si lamentano”.

Severo il giudizio di Dario Ianes docente universitario di pedagogia speciale e fra i massimi esperti italiani sui temi dell’inclusione: “E’ troppo facile definire questa operazione-propaganda come ‘cosmetica linguistica’, e poi le si farebbe troppo onore. Se si volesse davvero spingere sull’inclusione ci sarebbero ben altre cose da fare: formazione dei curricolari, codocenze, supervisione e supporto da parte di esperti, evoluzione radicale cioè del sistema di supporto all’eterogeneità delle classi”.
“Ma con questo governo – 
conclude Ianes – di cui conosciamo bene gli atti concreti, non c’è alcuna possibilità”.

La leghista Mieli però replica:  “Anche da un cambiamento lessicale come questo può e deve partire l’intenzione più ampia di costruzione di una scuola giusta, accessibile a tutti, equa e soprattutto che considera i ragazzi tutti uguali, senza alcuna distinzione. La Lega va avanti nel grande progetto di rivoluzione del mondo scolastico”.

 

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