Gli studi sull’aerazione della fondazione Hume. E’ stata applicata in 316 scuole della Regione Marche. Ricolfi: “E’ più efficace del vaccino ai fini della lotta al virus”

Un sistema di ricambio dell’aria nelle aule scolastiche frena la corsa del Covid anche dell’80%. È il risultato dello studio della Regione Marche, in collaborazione con la fondazione Hume, sull’incidenza dei contagi nelle scuole dotate di un impianto di ventilazione meccanica controllata. Lo studio ha confrontato l’andamento dei cluster di Covid nelle prime 316 classi che nelle Marche sono state dotate di ventilazione grazie a un bando che la Regione ha finanziato con 9 milioni di euro per garantire le lezioni in presenza. Il termine di paragone dello studio sono state le altre 10.125 aule di istituti, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, che nei periodi presi in esame non avevano sistemi di aerazione meccanica. In sostanza, secondo i risultati dell’analisi, a seconda della portata di metri cubi per ora, il sistema di ventilazione abbatte il rischio di trasmissione di coronavirus tra il 40% e l’82,5%.

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Rischio infezioni ridotto

Il rischio di trasmissione è stato stimato calcolando, per ogni classe, il rapporto fra numero di contagi avvenuti in classe e il numero totale di studenti esposti, e cioè di alunni per classe. Se nelle classi senza ricambio costante di aria il rischio di trasmissione si può fissare a un ipotetico valore 100, i modelli matematico-statistici sviluppati per lo studio raccontato che nelle aule con ventilazione meccanica la probabilità di prendere il Covid si riduce di due terzi, ossia al 37.2%, con un fattore di abbattimento del rischio di trasmissione vicino a 3.

Più potenza, meno contagi

La portata massima degli apparecchi installati nelle classi oggetto di analisi varia da 100 a 1000 metri cubi di aria l’ora. E per il report condotto sul “sistema Marche”, più il sistema di areazione è efficiente, più la probabilità di contagio si riduce, fino a  scendere intorno a un valore compreso fra 5 e 6 se la portata degli impianti installati supera i 750 metri-cubi ora, l’equivalente di 5 ricambi di aria l’ora di un’aula. Tra le scuole scuole dotate di impianti di ventilazione e quelle sprovviste, i numeri emersi dalla relazione registrano una variazione dell’efficacia dal 40% correlata a volumi di 0,67-3,33 ricambi di aria l’ora, ad un 66,8% di efficacia per 3,33-4,67 ricambi ora, fino all’82,5% di efficacia con 4,67-6,66 ricambi per ora.

L’efficacia di 6 ricambi d’aria l’ora

La limitazione più efficace dei contagi è emersa con l’utilizzo di impianti che permettono 6 o più ricambi di aria per ora, che secondo l’analisi della fondazione Hume hanno una capacità di abbattere il rischio di infezione di oltre l’80%. Utilizzandola nelle scuole, sono le conclusioni dello studio, si potrebbe passare da un tasso di incidenza di 250 su 100.000, considerata dal ministero della Salute la soglia di rischio, a un tasso di 50 su 100.000 con l’abbattimento di massimo di efficacia.

Meglio del vaccino

“Fatto 100 il rischio di contagio senza ventilazione meccanica controllata, questo scende a 60 con ventilazione in bassa portata, a 33 con impianti 500-700 metri cubi, fino a 17,5 con 700-1000 metri cubi ora, oltre un quinto”, ha spiegato Luca Ricolfi, presidente della fondazione, che è intervenuto in video collegamento alla presentazione dei dati dello studio, assieme ai vertici della Regione Marche. La ventilazione, è il parallelo utilizzato da Ricolfi, permette di limitare il propagarsi del virus più di quanto non faccia il vaccino. “Il vaccino è fondamentale e insostituibile per la protezione da malattia grave e morte – ha spiegato il presidente della fondazione – però è meno efficace dal punto di vista della trasmissione: secondo l’Istituto superiore di sanità l’abbattimento del rischio è poco più di dimezzato. La ventilazione meccanica controllata ha un fattore di abbattimento che può essere superiore a cinque: per il rischio di trasmissione la ventilazione ha una capacità di ‘contenere’ il virus almeno doppia rispetto a quella del vaccino”.

fonte: Repubblica