Per tornare il classe non sarà più necessario il certificato medico: basterà il tampone negativo di Marzio Bartoloni, Claudio Tucci

Niente certificato medico per il rientro a scuola degli studenti, dopo il Covid, di medie e superiori. Sarà sufficiente un tampone antigenico o molecolare negativo. È questa una delle possibili semplificazioni in arrivo in questi giorni da parte del governo, su cui sta lavorando e insistendo il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ieri ha incontrato il premier Draghi a Palazzo Chigi.

Scuole in ordine sparso

Oggi la situazione è a macchia di leopardo in tutt’Italia, complice le interpretazioni difformi delle varie disposizioni in vigore (tra norme primarie, circolari, note/faq di chiarimento), con tante scuole che chiedono assieme tampone e certificato medico, gravando e mandando spesso in confusione le famiglie.

L’esecutivo starebbe inoltre ragionando su una estensione dell’utilizzo delle mascherine Ffp2 anche per gli alunni di medie e superiori in regime di autosorveglianza, che quindi restano in classe in presenza.

Oggi, in base alle ultime disposizioni emanate, le mascherine Ffp2, a carico dello Stato, sono distribuite al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Si allargherebbe la platea.

Le semplificazioni allo studio

Tra le altre semplificazioni allo studio niente tampone per gli studenti vaccinati, in regime di autosorveglianza e senza sintomi. Pertanto, si resta in classe, con l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 per almeno 10 giorni. A medie e superiori infatti le nuove direttive prevedono che con due casi di studenti positivi in classe scattino misure differenziate in funzione dello stato vaccinale: per i non vaccinati o per chi lo è da più di 120 giorni è prevista la Dad, mentre per i vaccinati si proseguono le lezioni in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine Ffp2.

Ebbene, solo per questi ultimi, si chiarirà che non è necessario fare tamponi per stare in classe (e quindi le scuole, in questi casi, non devono più chiederlo). Ovviamente, fuori dalla scuola, gli stessi studenti dovranno limitare al minimo indispensabile altri contatti.

Per aiutare genitori e alunni si starebbe pensando a una circolare con un vademecum allegato per fare chiarezza (si spera, una volta per tutte) sulle regole da rispettare sulla gestione dei casi positivi a scuola.

Il Dpcm in arrivo

La firma del premier Draghi al Dpcm che elenca i negozi e le attività nelle quali non sarà richiesto il green pass dal prossimo 1° febbraio è arrivata dopo una serie di limature. Tra le norme c’è anche la previsione che nelle attività essenziali dove si potrà accedere senza il green pass verranno effettuati dei controlli a campione per verificare che chi accede in quelle attività lo faccia solo per soddisfare le esigenze primarie. Ad esempio, chi va in questura potrà farlo senza il pass per presentare una denuncia ma non per rinnovare il passaporto e chi entra in un ipermercato potrà fare la spesa ma non per acquistare beni non primari.

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