Scatta la Trasparenza Retributiva
di Gianna Placidi, Informazione scuola
Ecco l’analisi completa su cosa cambierà per docenti, personale ATA e dirigenti scolastici e come funzionerà il nuovo sistema di visibilità degli stipendi.
La normativa sulla trasparenza retributiva, il cui decreto attuativo ha ricevuto il primo via libera dal Consiglio dei Ministri a febbraio 2026, impone un cambio di paradigma. Se finora gli stipendi dei dipendenti pubblici erano “pubblici” solo attraverso le tabelle generali dei CCNL, la nuova direttiva introduce il diritto del lavoratore di conoscere i livelli retributivi medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
La fine del segreto salariale: cosa prevede la Direttiva 2023/970
Il recepimento della norma europea, fissato entro il 7 giugno 2026, introduce obblighi stringenti per il Ministero dell’Istruzione e del Merito:
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Diritto all’informazione: Ogni dipendente (docente o ATA) avrà il diritto di richiedere e ricevere per iscritto informazioni sul proprio livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, per le categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro.
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Accessibilità dei criteri: I criteri utilizzati per determinare la retribuzione, i livelli retributivi e la progressione economica devono essere oggettivi, neutri rispetto al genere e, soprattutto, accessibili a tutti.
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Obbligo negli annunci: Già in fase di reclutamento (concorsi o interpelli per supplenze), l’amministrazione dovrà indicare la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista.
Dirigenti Scolastici: trasparenza totale già attiva
Per i Dirigenti Scolastici, la trasparenza è già un obbligo consolidato tramite l’Anagrafe delle Prestazioni e la sezione “Amministrazione Trasparente” di ogni istituto. Tuttavia, con la nuova riforma 2026:
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Saranno visibili non solo gli stipendi tabellari, ma anche le indennità di risultato e di posizione in modo ancora più analitico.
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I dati dovranno essere aggiornati tempestivamente per permettere il monitoraggio del divario retributivo di genere anche nelle posizioni apicali.
Docenti e ATA: la differenza tra tabelle e dati medi
È importante fare una distinzione per evitare fraintendimenti: la legge non permette di vedere la singola busta paga del collega seduto nella scrivania accanto (per motivi di privacy). Tuttavia, permette di conoscere il valore medio della retribuzione per quella specifica funzione.
Categoria |
Cosa sarà visibile |
Dove consultarlo |
| Docenti | Medie retributive per fascia di anzianità e grado | Portale NoiPA / Amministrazione Trasparente |
| Personale ATA | Medie retributive per profilo (Collaboratore, Assistente, DSGA) | Relazione annuale sulla performance |
| Precari | Parametri retributivi negli avvisi di selezione (Interpelli) | Albo Pretorio online |
Cosa fare se si sospetta una disparità?
La vera forza della riforma 2026 risiede nelle tutele. Se dall’analisi dei dati medi emerge un divario superiore al 5% non giustificato da criteri oggettivi (come l’anzianità di servizio o incarichi aggiuntivi del FIS):
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L’amministrazione scolastica è tenuta a svolgere una valutazione congiunta con le rappresentanze sindacali.
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Il lavoratore può richiedere il risarcimento per le discriminazioni subite.
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L’onere della prova si inverte: sarà la scuola a dover dimostrare di non aver discriminato, e non più il dipendente.
Verso un’equità reale
La trasparenza retributiva nel comparto scuola non serve a “curiosare” nei conti altrui, ma a garantire che ogni euro erogato risponda a criteri di merito, anzianità e responsabilità, eliminando le zone grigie delle indennità accessorie.
Entro giugno 2026, il sistema NoiPA e i siti istituzionali delle scuole dovranno adeguarsi a questi standard di pubblicità.

