Nel prossimo Consiglio dei Ministri di domani, mercoledì 2 febbraio, dovrebbe arrivare un nuovo decreto Covid, con il quale dare copertura normativa all’ordinanza per la proroga di mascherine all’aperto e chiusura delle discoteche e affrontare altre questioni, a partire da quella delle quarantene a scuola.

Dopo le modifiche introdotte con il decreto sostegni il governo metterà dunque mano nelle prossime ore a tutte quelle regole che stanno creando problemi non solo al sistema scolastico, ma anche a milioni di famiglie. Le ipotesi al vaglio sarebbero due: estendere alla primaria le regole già in vigore per medie e superiori (classe in DaD da 3 casi positivi, con 2 a casa solo chi non è vaccinato o chi è vaccinato da più di 120 giorni e non ha fatto il booster o chi è guarito da più di 120 giorni). Chi andrà in Dad, inoltre, non sarà più sottoposto alla quarantena ma solo all’autosorveglianza. Equiparazione quindi del sistema delle quarantene scolastiche a quello in vigore per tutti i cittadini: niente isolamento per vaccinati da meno di 120 giorni o con booster e guariti, 5 giorni per chi è vaccinato o guarito da più di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati.

Il prolungamento dell’attività a distanza genera problemi, ma immaginiamo cosa sarebbe stato se quest’ultima non ci fosse stata. All’inizio della pandemia c’è stato uno sbando proprio perché non c’era nessun collegamento con la scuola. In quella bufera è stato rilevante avere almeno un collegamento con la scuola, presente con strumenti inediti“, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi nel corso di un evento online dell’università Bocconi. “La scuola – ha aggiunto – vuole essere caparbiamente in presenza: possono esserci esercizi di attività a distanza o integrata e surrogatoria, ma solo per tempi molto brevi“.

C’è un problema di nuova centralità della scuola – ha osservato il Ministro – che però va costruita e non è così ovvio e scontato. Non tutti i problemi sono sorti con la Dad e la pandemia, non attribuiamo problemi che sono molto più radicati nella nostra storia“.

Il virus ha esasperato le disuguaglianze. Attraverso il Pnrr stiamo facendo investimenti sulla scuola come mai successo prima. Abbiamo mantenuto la posizione di mantenere aperta la scuola in una fase in cui il virus ancora circola, in cui c’è ancora bisogno di strumenti a distanza per gestire con tutela alcune situazioni“, ha aggiunto Bianchi.

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