Gli effetti negativi della pandemia sulla scuola si stanno arrestando, secondo quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2022. Il peggioramento delle performance degli studenti della scuola media e superiore che era stato riscontrato nel 2021 rispetto al 2019 si è fermato, soprattutto grazie al ritorno in presenza. Ma rimangono i problemi storici, come il divario Nord-Sud e la dispersione scolastica

Secondo il rapporto Invalsi 2022 il ritorno in presenza ha “bloccato” gli effetti negativi sulla scuola italiana, fermando il peggioramento delle performance degli studenti. Ma il divario tra Nord e Sud rimane ampio, così come la dispersione scolastica: 1 maturando su 10 non raggiunge le competenze base

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“Gli esiti di quest’anno confermano l’arresto del calo dovuto alla pandemia, e non era scontato: vuol dire che la scuola ha ripreso il cammino nella direzione giusta“, ha commentato il presidente Invalsi Roberto Ricci. La scuola elementare è tornata sui livelli pre pandemici, anche se con flessioni in alcuni territori e segnali di preoccupazione per la matematica. “Emerge l’importanza della scuola in presenza anche se la dad è stato un ottimo strumento di contenimento dell’emergenza”

Le differenze tra territori e i problemi della scuola sono stati accentuati dal Covid, ma arrivano in realtà da lontano: le tendenze evidenziate affondano le loro radici a partire dai primi anni 2000. Per esempio alle medie i risultati in matematica sono migliorati fino al 2011 ma in seguito il trend di miglioramento si è interrotto

In alcune regioni del Mezzogiorno – Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna – c’è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi: le percentuali di risultati sufficienti si attestano al 50% della popolazione scolastica in italiano, al 55-60% in matematica, il 35-40% in inglese-reading e il 55-60% in inglese-listening

Lo studio Invalsi evidenzia che in tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Tra questi ultimi diminuisce la quota di studenti con risultati più elevati. I divari territoriali – rileva Invalsi – alle scuole medie non migliorano rispetto alle rilevazioni precedenti e rimangono Rimane attuale il problema della dispersione scolastica, che colpisce non solo chi abbandona la scuola ma anche chi completa gli studi senza avere acquisito le competenze base. Questa forma di dispersione è stata definita dispersione scolastica implicita: nel 2019 si attestava al 7,5%, per salire al 9,8% nel 2021 con la pandemia. Nel 2022 è scesa di 0,1 punti percentuali (9,7%) ma rimane alta: 1 maturando su 10 è preparato come uno studente di terza mediamolto ampi In alcune regioni del Sud però si registrano cali importanti della dispersione scolastica implicita: -4,3% in Puglia e -3,8% in Calabria. Tuttavia, le differenze a livello territoriale sono elevate, come in Campania (19,8%) e in Sardegna (18,7%) Per le scuole medie, i risultati Invalsi indicano che si è fermato il calo in italiano e matematica riscontrato durante la pandemia e che gli esiti di inglese (sia listening sia reading) sono invece stabili o in leggero miglioramento. A livello nazionale gli studenti che raggiungono risultati almeno adeguati sono il 61% in Italiano e il 56% in matematica. Buoni i risultati per la lingua straniera: inglese-reading 78% (+2 punti percentuali), inglese-listening 62% (+2 punti percentuali) “I dati dimostrano che abbiamo tenuto durante la pandemia e quest’anno siamo addirittura in fase di ripresa” ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. “Questo conforta sulla scelta di tornare in presenza. Abbiamo cicatrici addosso, è vero, e la pandemia ha aumentato le differenze, ma in alcune regioni del sud c’è stata una capacità di reazione. Ci vuole tempo: una pandemia così totale e così permeante ha lasciato tracce ma il sistema esprime una volontà di ripartenza” Le prove Invalsi 2022 hanno coinvolto oltre 920.000 allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 545.000 studenti della terza media e poco più di 953.000 di studenti della scuola superiore (classe II e ultimo anno)