Programmi scolastici, gli storici contro Valditara: “In commissione solo pedagogisti, non chi insegna le discipline. Una distorsione”

di Ilaria Venturi, la Repubblica

Tutte le società e le associazioni dei docenti di storia contestano la scelta del ministro di affidare la revisione delle linee di indirizzo della scuola solo a docenti di Pedagogia.

 

“Constatiamo con sorpresa e rammarico che la commissione è composta solo ed esclusivamente da pedagogisti e pedagogiste, senza neppure la partecipazione di un solo membro riconducibile all’insegnamento della storia e di altre discipline insegnate” a scuola, dalla primaria alle superiori. Non va giù agli storici l’esclusione dalla commissione appena nominata dal ministro Giuseppe Valditara per la revisione delle Indicazioni nazionali e delle linee guida. Una scelta che continua a sollevare polemiche.

  • 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢

La lettera a Valditara

La protesta degli storici si fa sentire con una lettera inviata al ministero dell’Istruzione e del Merito firmata da tutte le società, associazioni e consulte: 11 sigle in tutto. “Siamo convinti che ogni disciplina abbia un metodo di insegnamento specifico e non esista dunque un metodo di insegnamento universale applicabile a ogni materia – scrivono i professori di Storia – Auspichiamo pertanto che questa distorsione possa essere corretta”.

La richiesta è quella di essere coinvolti, per poter esprimere “pareri e indirizzi”. Non è cosa da poco, si tratta della revisione dei programmi di studio ad oggi affidata da Valditara a una commissione di otto professori universitari di Pedagogia guidata da Loredana Perla, ordinario di Didattica e pedagogia speciale all’Università di Bari, coautrice dell’ultimo libro di Ernesto Galli della Loggia “Insegnare l’Italia, una proposta per la scuola dell’obbligo”, saggio in cui è ben chiara la linea identitaria che si vorrebbe far prevalere nel sistema di istruzione. E se per ora gli storici pongono una questione di metodo – l’approccio esclusivamente pedagogico – è sui contenuti e sull’impronta culturale che si sollevano perplessità e timori, che corre la preoccupazione.

I dinosauri

L’ultima uscita del ministro sui programmi scolastici ha già fatto discutere. “C’è troppa roba. In terza elementare si vanno a spiegare tutte le specie dei dinosauri, tutto questo a che serve? E poi non conosciamo le esperienze più importanti del nostro passato che ci hanno dato i grandi valori dell’Occidente” ha detto Valditara intervenendo nei giorni scorsi alla rassegna Futuro Direzione Nord nella sede di Assolombarda a Milano. “Bisogna pensare a programmi nuovi in linea con la società moderna. Semplificare e far prevalere la qualità sulla quantità”. E non sono mancate le critiche.

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