Pluriclassi e classi pollaio, un lavoro sempre più complesso e faticoso

di Monica Piolanti , La Tecnica della scuola

Pluriclassi e classi pollaio, non esistono indennità: il sistema paga la presenza, ma ignora la complessità reale.

 

Quando apriamo la nostra aula, che sia una pluriclasse in un borgo sperduto o una “classe pollaio” di periferia, la lezione perfetta dei manuali resta nel cassetto. La scuola reale è una sfida di equilibrismi quotidiani che nessuno vede e che nessuno riconosce in busta paga. È un’opera di artigianato estremo trattata dalla politica come un compito standardizzato.

 

Nella pluriclasse, il corpo a corpo con il tempo è totale. Si salta dalla preistoria alle frazioni in un rincorrersi di livelli che toglie il fiato. Sebbene il mutuo aiuto tra età diverse sia una risorsa, non è il “massimo” assoluto: il bambino ha un bisogno vitale dei suoi coetanei. Giocare e confrontarsi con i pari è un diritto pedagogico inalienabile che la socializzazione verticale tra grandi e piccoli non può sostituire.

Nelle classi pollaio la fatica raddoppia. L’omogeneità dell’età è una bugia: ogni classe è un mosaico di bisogni, disabilità e fragilità sociali. Insegnare qui significa dirigere un’orchestra con spartiti diversi. Occorre differenziare ogni proposta, preparando materiali su misura per non lasciare nessuno indietro in un mare di trenta teste.

A questo si aggiunge l’urgenza degli alunni stranieri (NAI) che arrivano in corso d’anno. Ragazzini senza una parola di italiano che si siedono in fondo all’aula, smarriti. In quel momento l’insegnante diventa alfabetizzatore, mediatore e psicologo, tutto in corsa, senza interrompere il programma per gli altri, gestendo un’emergenza che il sistema finge di non vedere.

Il momento della verità è la valutazione. Tenere a mente trenta percorsi diversi, monitorarli e restituire un’immagine fedele ai genitori in colloqui di pochi minuti è un carico cognitivo immane. Ogni correzione è un dialogo individuale, un “lavoro sommerso” di ore spese a personalizzare verifiche perché la valutazione non diventi solo burocrazia.

📅 Giovedì 22 gennaio 2026
⏰ Ore 18:00
💻 Diretta online (registrazione disponibile per gli iscritti)
🎭 Di cosa parleremo
La lettura animata dell’albo illustrato Ercole e Carolina, insieme agli interventi dell’autore e dell’illustratrice, sarà il punto di partenza per affrontare con delicatezza, fantasia e ironia temi fondamentali come:
💛 il riconoscimento dell’altro
🌈 l’amore oltre stereotipi e pregiudizi
🤝 il rispetto e l’accoglienza della diversità

Qui arriviamo al punto dolente: lo stipendio. Com’è possibile che chi affronta questa giungla, accogliendo stranieri in corsa e gestendo la complessità di più programmi, percepisca la stessa retribuzione di chi opera in situazioni lineari?
Il nostro sistema paga la presenza, ma ignora la complessità reale. Non esistono indennità per la pluriclasse o per il carico extra delle classi pollaio: è un’ingiustizia che mina la dignità della professione.

Siamo artigiani della conoscenza in un sistema di burocrati. Senza la nostra capacità di differenziare “nonostante tutto”, la scuola crollerebbe. Serve un cambio di rotta: risorse per la complessità, tempi umani per la valutazione e stipendi parametrati alla fatica reale. Riconoscere economicamente questo sforzo non è un privilegio, ma un atto di giustizia per chi tiene in piedi il futuro del Paese.

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