Metal detector a scuola, direttiva Valditara–Piantedosi

di Dario Catapano, Infoscuola24

Metal detector a scuola su richiesta dei presidi: la direttiva Valditara–Piantedosi
rafforza prevenzione e controlli contro coltelli, droga e violenza.

 

Prefetti e USR chiamati a coordinare piani territoriali di vigilanza e intervento: controlli mirati nei casi critici, strumenti manuali agli ingressi solo con forze di polizia e nel rispetto dei diritti

La sicurezza come precondizione della libertà educativa: è questo il messaggio politico e operativo della direttiva congiunta firmata dai ministri Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito) e Matteo Piantedosi (Interno), che punta a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici.

Il documento arriva in un contesto segnato da episodi gravi – dal ritrovamento di armi in ambito scolastico ai casi di spaccio e consumo di stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti – fino alla tragedia di La Spezia, che ha riacceso il dibattito sull’uso dei coltelli tra i giovani.

La direttiva è indirizzata a PrefettiUSR, Commissari del Governo (Trento e Bolzano) e alla Presidenza della Regione Valle d’Aosta, oltre che – per conoscenza – ai vertici delle Forze dell’ordine e ad ANCI.

Il perno operativo sono sedute dedicate del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocate dai Prefetti d’intesa con i Dirigenti degli Uffici scolastici regionali: un luogo di “analisi e sintesi” delle iniziative di vigilanza e controllo, calibrate sulle criticità locali. Ai Comitati potranno essere coinvolti anche servizi sociali e strutture sanitarie, per gestire i casi di fragilità e disagio giovanile con un approccio integrato.

Sul tema più discusso – i controlli agli ingressi – la direttiva indica un criterio di progressività:

  • Per scuole con profili di criticità (violenza, spaccio, bullismo reiterato) il Comitato può valutare l’inclusione temporanea nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati.

  • Nelle situazioni più gravi, “previe intese” e su richiesta dei dirigenti scolastici, può essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi, compresi dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, per prevenire l’introduzione di armi.

Due paletti sono espliciti: le modalità operative saranno definite in riunioni tecniche in Questura e l’attività di controllo deve restare in capo ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando qualunque coinvolgimento improprio del personale scolastico.

La direttiva introduce anche un sistema strutturato di monitoraggio per valutare impatto, criticità e buone pratiche. I Prefetti sono invitati a trasmettere periodicamente al Ministero dell’Interno informazioni sintetiche su iniziative, strumenti adottati ed esiti (riduzione rischi e percezione di sicurezza).

La logica non è nuova: in alcune aree, negli ultimi anni, si sono già visti controlli straordinari con metal detector e unità cinofile in prossimità delle scuole, come avvenuto a Napoli (Ponticelli).
In parallelo, la direttiva si inserisce nella linea di intervento che lega sicurezza e educazione alla legalità, richiamata anche da precedenti intese istituzionali tra amministrazioni competenti.

.

Condividi questa storia, scegli tu dove!