Sulla “filosofia” del DEF approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile stanno arrivando le prime prese di posizione sindacali.
Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, non ha dubbi: “È inaccettabile che, dopo anni di tagli, sulle risorse destinate alla scuola si abbatta ancora la scure della politica. Il decremento demografico è innegabile, ma perseverare nel relegare l’istruzione al ruolo di cenerentola della spesa pubblica dimostra una grave miopia che il nostro Paese sconterà pesantemente in futuro”.

  • I nuovi documenti per il sistema integrato 0-6. Linee pedagogiche “zerosei” e orientamenti del sistema “zerotre” LIVE - Sabato 08 ottobre 2022 – dalle 10,00 alle 13,00 Aggiornamento professionale Modalità: Presenza e Online Tematiche: Autonomia, Didattica per competenze Durata: 4 ore - Relatore: Diana Penso Destinatari: Educatrici, Infanzia

Si chiede Di Meglio: “L’Italia vuole ghettizzare oppure integrare e, dunque, investire sulla scuola, che rappresenta la prima frontiera dell’integrazione culturale e sociale delle migliaia di alunni stranieri? Se si rinuncia a questa missione, avremo un Paese con periferie ridotte a ghetti e costretto ad aumentare la spesa per l’ordine pubblico e per le carceri”.
“Un Paese che non coltiva l’istruzione delle future generazioni – 
conclude il coordinatore nazionale – è un Paese destinato a una lenta agonia e alla decadenza”.
Per il momento non si segnalano ancora altre prese di posizione, forse anche perché, in questo momento, l’attenzione delle organizzazioni sindacali è tutta focalizzata sul voto per il rinnovo della rappresentanze sindacali di istituto, ma non c’è dubbio che – nei prossimi giorni – il dibattito divamperà.