Meno quarantena e più tamponi. E’ questa la strategia verso cui il Governo, insieme all’ISS, sembra andare per fare in modo di ricorrere il meno possibile alla didattica a distanza. La nuova bozza delle nuove indicazioni redatte da Iss, con i Ministeri della Salute e dell’Istruzione e con il contributo delle Regioni, è quasi pronta e questa settimana potrebbe essere resa note. La premessa è chiara: “Considerata la necessità di favorire la didattica in presenza” ma anche “rendere il più possibile omogenee a livello nazionale le misure di prevenzione attuate in ambito scolastico”. Da qui parte la revisione del sistema di gestione dei contatti a scuola.

Leggi la bozza delle linee guida sulla gestione dei contagi a scuola

Docente positivo

Se ad essere positivo è un docente, scatta la sorveglianza “con testing” e si rientra a scuola con un tampone negativo. In presenza di un ulteriore contagiato, per i vaccinati/negativizzati negli ultimi 6 mesi è prevista al sorveglianza “con testing”, mentre per gli altri scatta la quarantena. Se i positivi sono due oltre al docente, scatterà invece la quarantena per tutta la classe.

Studenti positivi dalla scuola primaria alla secondaria di II grado

Regole simili si applicheranno se a contagiarsi saranno gli studenti di scuola primaria e secondaria: si continua con la didattica in presenza e si fanno i tamponi. Se un secondo studente è positivo, i compagni non vaccinati vanno in quarantena (quindi in DaD), mentre i vaccinati restano in presenza. Se i positivi sono tre in una classe, la quarantena scatta per tutti: 10 giorni per i non vaccinati, 7 per i vaccinati.

Bambini e personale scolastico positivo nei nidi e nelle scuole dell’Infanzia

Per nidi e infanzia (0-6 anni): con un caso positivo quarantena di 10 giorni per tutta la “classe-bolla”.
 

Intanto per i sindacati è allarme privacy. All’Ansa, la segretaria Cisl Scuola, Maddalena Gissi, dichiara: “Il testo che abbiamo letto sulla nuova gestione delle quarantene nelle scuole, se confermato, introduce degli elementi di violazione della privacy da parte del dirigente o degli addetti al controllo negli istituti perché richiede una rilevazione del setting: non si può agire violando la privacy in merito alla vaccinazione. Possibile – aggiunge Gissi – che le Asl con la loro competenza non siano in condizione di tracciare le situazioni senza coinvolgere gli addetti alla sicurezza nelle scuole o il dirigente scolastico?”.

Per Pino Turi, che guida la Uil scuola, “è arrivato il momento di incardinare nelle scuole o in gruppi di scuole, un presidio sanitario in grado di effettuare la prevenzione che, insieme alla campagna vaccinale, possa consentire la continuità delle attività didattiche in presenza che è il vero obiettivo da dovere raggiungere”.

fonte: web

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