Maturità 2026, il vero cambiamento non è nel numero delle materie
Di Mario Perri, Scuola in Forma
La Maturità 2026 cambia struttura, commissioni e colloquio. Meno materie possono favorire un esame più approfondito, ma restano dubbi su carico di lavoro, condotta e criteri di valutazione.
In Italia poche istituzioni cambiano con la stessa frequenza della Maturità. Ogni riforma promette di restituire serietà all’esame conclusivo, quasi che quella precedente gliel’avesse sottratta. Nel 2026 le materie del colloquio scendono a quattro, scompare il documento iniziale scelto dalla commissione e diminuisce il numero dei commissari. Il proposito è chiaro: un esame più essenziale, ordinato e credibile.
Sarebbe difficile rimpiangere certi collegamenti interdisciplinari degli ultimi anni, nei quali uno studente poteva partire da una fotografia e, dopo pochi minuti, ritrovarsi costretto a mettere insieme Pirandello, la genetica e la Guerra fredda. Ma eliminare un meccanismo poco convincente non significa avere già trovato quello giusto. Il rischio è che il nuovo orale diventi una successione di quattro interrogazioni: meno confuso, forse, ma non necessariamente più capace di misurare autonomia, maturità e spirito critico.

Come spesso accade nella scuola, la bontà della riforma dipenderà meno dalle formule ministeriali che dalle persone chiamate ad applicarle. Saranno la qualità delle domande, la conoscenza della classe e il rispetto del percorso realmente svolto a fare la differenza. Tra una commissione attenta e una che si limita a seguire il rituale può passare tutta la distanza che separa un vero esame da una semplice formalità.
Anche la commissione ridotta merita qualche prudenza. Meno commissari non significa automaticamente meno lavoro. Correzioni, colloqui, valutazioni e verbalizzazioni resteranno, mentre segreterie e personale ATA continueranno a sostenere quella macchina organizzativa che diventa visibile soltanto quando si inceppa.
Il maggiore peso attribuito alla condotta completa il quadro. Può essere un segnale educativo utile, purché non si pretenda di correggere con un elaborato finale ciò che la scuola non è riuscita a costruire in cinque anni.
La Maturità 2026 sarà dunque più semplice nella struttura. Resta da vedere se sarà anche più seria nella sostanza. Ed è questa, come sempre, la parte che nessuna ordinanza può garantire.


