Le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale a scuola
di Sara Adorno, La Tecnica della scuola
Integrare l’IA nell’organizzazione scolastica, le indicazioni per i presidi: orari più intelligenti, comunicazioni efficaci, personalizzazione degli apprendimenti e tutela dei dati.
Le Linee guida del Ministero individuate dal Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 delineano un percorso chiaro e graduale per introdurre in modo responsabile l’Intelligenza Artificiale nelle scuole, tenendo insieme innovazione didattica, tutela dei diritti e solidità organizzativa.
Il punto di partenza è una visione antropocentrica: l’IA deve potenziare, non sostituire, l’azione educativa, con l’intervento umano “centrale e insostituibile” nei processi decisionali che toccano studentesse e studenti, la didattica, e l’organizzazione scolastica.
In quest’ottica, il dirigente scolastico assume la responsabilità primaria di governance: definisce ruoli, procedure e criteri, promuove decisioni trasparenti e condivise negli organi collegiali e, quando necessario, attiva consultazioni territoriali per scelte di ampio impatto.
L’introduzione dell’IA è strutturata in cinque fasi operative: definizione, pianificazione, adozione, monitoraggio e conclusione, che diventano l’ossatura metodologica per ogni progetto. Nella fase di definizione, l’istituto analizza il proprio contesto (infrastrutture, competenze, processi), individua i bisogni e seleziona i casi d’uso più coerenti con il PTOF, con una progettazione partecipata che coinvolge la comunità scolastica fin dall’inizio.
La pianificazione entra nel merito: si fissano milestone, team e budget, si mappano i rischi (privacy, sicurezza, bias, trasparenza) e si predispongono piani di comunicazione e formazione per un’adozione consapevole, efficace e spiegabile da parte di personale e studenti.
Sul piano dei valori e dei principi, le Linee guida richiamano equità, sostenibilità e tutela dei diritti fondamentali come bussola dell’azione. Ciò si traduce in scelte tecniche e organizzative precise: sistemi progettati secondo privacy by design e by default, minimizzazione dei dati, anonimizzazione quando possibile, e verifiche puntuali di sicurezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
La trasparenza è requisito etico e operativo: le scuole devono comprendere e saper spiegare come funzionano i sistemi adottati, conservando documentazione utile ad audit e controlli, perché output “autorevoli” ma imprecisi, in particolare dei LLM, possono minare la qualità dei contenuti didattici.