Non sarà un anno scolastico di ordinaria amministrazione questo che è cominciato da pochi giorni, dopo settimane di affermazioni categoriche per il ritorno delle attività didattiche in presenza e di quasi demonizzazione della DAD.

Oltre ai consueti problemi di inizio d’anno con le nomine in ruolo di migliaia di nuovi insegnanti (circa metà delle oltre 112mila nomine autorizzate), con i conferimenti di supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (potrebbero arrivare a quota 170mila e forse più) e con centinaia di cattedre che, come ogni anno, probabilmente rischieranno di rimanere vacanti per settimane, oltre a tutto questo, si prospettano nel corso di questo 2021-22 nuovi impegni di rilevante portata strutturale, anticipati da provvedimenti cogenti in materia di certificazioni vaccinali che in questi primi giorni del nuovo anno scolastico stanno creando non poche fibrillazioni all’interno delle scuole.

Questa ultima questione è di carattere congiunturale e dovrebbe concludersi entro questo mese di settembre: riguarda, da una parte, il green pass richiesto al personale scolastico per accedere a scuola (con penali di assenza dal servizio e sospensione della retribuzione per chi ne è sprovvisto); dall’altra la concessione di non indossare la mascherina in classe se tutti gli alunni risultano vaccinati.

Passata questa fase iniziale di avvio dell’anno scolastico, sono attesi i decreti di attuazione dei primi interventi del PNRR che hanno come obiettivo generale (Missione 4) il “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nidoall’Università”.

La prima verifica dell’Unione europea per accertare il rispetto degli impegni (e la conferma dei finanziamenti) è prevista per la fine del prossimo dicembre. Poiché per quella data dovrebbero essere messi in campo anche i primi provvedimenti per la scuola, è prevedibile l’imminente apertura del cantiere della Missione 4da parte del ministero dell’istruzione: un impegno di notevole responsabilità che richiede il massimo di efficienza ed efficacia.

Probabilmente nei prossimi mesi dovrà essere dato avvio anche alle nuove forme di reclutamento del personale docente con il ripristino dei concorsi già banditi nel 2020 (infanzia, primaria e secondaria) per oltre 45mila posti. La stabilizzazione del sistema richiede l’avvio urgente delle procedure riformate, per assicurare le nomine dei vincitori per il 2022-23: un ritardo nell’avvio comprometterebbe l’obiettivo della stabilizzazione auspicata dal premier Draghi.

fonte: web

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