Il Regno Unito verso il divieto dei social media agli under 16
Di Giuseppina Bonadies, Orizzonte Scuola
Il Regno Unito verso il divieto dei social media agli under 16: le nuove misure di Starmer contro la dipendenza digitale.
Il Regno Unito si muove rapidamente verso il divieto d’accesso alle piattaforme digitali ai minori di 16 anni. A renderlo noto è la BBC.
Il Primo Ministro Keir Starmer ha presentato infatti il piano a Downing Street, spiegando che l’obiettivo è far approvare la regolamentazione in Parlamento prima di Natale, con l’entrata in vigore prevista per la primavera del 2027. Sulla fermezza di questa misura, il premier ha dichiarato: “Non sono disposto a scendere a compromessi sulla sicurezza e sulla felicità dei nostri figli.”

Le piattaforme coinvolte e le eccezioni
La stretta governativa riguarderà i principali servizi online che si basano sull’interazione tra utenti e sugli algoritmi. L’elenco ufficiale esclude le applicazioni di messaggistica pura come WhatsApp e Signal, concentrandosi invece sui social network. Nello specifico, il divieto interesserà:
- Snapchat;
- Tiktok;
- Youtube;
- Instagram;
- Facebook;
- X
Il provvedimento punta a proteggere la salute mentale dei giovani e ad arginare la dipendenza digitale, contrastando strumenti progettati per trattenere gli utenti online il più a lungo possibile. Analizzando l’impatto di queste applicazioni sulla vita quotidiana dei minori, Starmer ha precisato: “I social media impediscono ai bambini di fare i compiti, leggere, giocare con i loro amici e andare a letto a un’ora decente.”
Il modello australiano e i dati della consultazione
L’iniziativa del Regno Unito prende diretta ispirazione dalla normativa introdotta di recente in Australia. Il sistema non prevede punizioni dirette per le famiglie o per i ragazzi, ma impone rigidi controlli di verifica alle aziende tecnologiche. La nuova legge vieterà le semplici autocertificazioni dell’età e prevederà multe fino a 25 milioni di sterline in caso di violazioni da parte delle piattaforme.
L’esecutivo britannico intende spingersi anche oltre il modello australiano, lavorando a restrizioni aggiuntive per i servizi di gaming e per le piattaforme di live streaming. Sono in fase di valutazione anche limiti per i chatbot basati sull’intelligenza artificiale e l’introduzione di coprifuoco notturni per i ragazzi più grandi.
La spinta decisiva all’approvazione è arrivata dai risultati di una consultazione nazionale che ha raccolto oltre 116mila risposte. I dati governativi mostrano un forte consenso interno: il 90% dei genitori si è dichiarato a favore del limite dei sedici anni, e l’85% degli adulti ritiene che i rischi comportati dai social media superino i possibili benefici.



